I perch� di un No. Castro. Reimverse auf den Tod. Vittoria Lepanto

  Post 857   Quale dunque la posizione di un anarchico, non solo mentale, nei confronti dell'aut-aut Sì No, di fronte al quale è posto in questi giorni il popolo italiano? Di un che non crede nelle immutabilità di nulla, nemmeno della Veritas Domini (quae) manet in aeternum; figurarsi delle Costituzioni, registrazioni di una nuova temperie politica e storica (la Francia  è alla Quinta repubblica, cioè alla V Costituzione, e noi si rimarrebbe abbarbicati alla prima?) e dell'autoregolamentazione che un popolo attraverso essa si dà? Di un teorico della dis-educazione "estetica", cioè di quel processo di de-gregazione (de grege) che s'oppone a quello di aggregazione (ad gregem) che lo stato persegue: processo di affrancamento "estetico" del gregge, innalzamento di esso a popolo, che si dà come programma  strappare  pecore al gregge, servi ai padroni, schiavi ai tiranni, a cominciare da quelli a noi interiori, retaggi e sedimentazioni storiche dei baconiani idola specus tribus fori theatri? "La costituzione non si tocca" non può dunque essere il mio grido insensato.
Ma quando e perché si tocca una costituzione? Ogni qualvolta si renda necessario  fovere quod est frigidum, flectere quod est rigidum, regere quod est devium, lavare quod est sordidum, rigare quod est aridum; quando si voglia ulteriormente promuovere il processo di liberazione, cioè di umanizzazione, dell'uomo, e non quando si tenda a mortificarlo, tale processo, operando svolte autoritarie, con la scusa dell'uscita dal caos, che un burattino di turno (tale  da noi il bamboccione fiorentino, certamente furbetto, ma ridicolmente manovrato dalle abili mani della prussiana virago di pomerania che fa splendidamente gli affari delle sua gente) sta tentando di far con ogni mezzo (fiorentino era Machiavelli) passare, spinto dalle plutocrazie bancarie che hanno procurato il terremoto politico finanziario che non accenna a placarsi, delle cui conseguenze nefaste lautamente si nutrono.
Nella riforma della costituzione proposta da Renzi non trovo una , dico una sola parola che  possa spingere un come me a sottoscrivere il fatidico, ora sempre più...
'inestetico', in senso lato e in senso stretto, perché anche prodiano, Sì.
L'abatello toscano e la sua Venere cloacina, come direbbe l'amico Thirsenos, possono gabbare chiunque, non me, non l'esercito composito del No, col quale è, sia beninteso, momentanea quiete strategica, non pace!  Il mio è dunque un No.
Un no talmente convinto che andrò, contro il mio consolidato costume, a votare nella speranza, in [...]

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