I politici tedeschi s’interrogano sulle riserve d’oro del paese

  Queste ultime settimane, la pressione aumenta per la German Bundesbank dopo che il tabloid Bild ha cominciato una campagna mediatica sull’ubicazione delle riserve d’oro della Germania.
La «Country’s Federal Court of Auditors» ha cominciato a condurre l’inchiesta in merito ben presto presenterà le sue conclusioni al Comitato du budget della Bundestag.
All’inizio della settimana la Bundesbank ha commentato l’inchiesta in corso confermando che le riserve d’oro ufficiali sono stoccate nella Riserva Federale di New York, alla Banca d’Inghilterra ed alla Banca di Francia.
Non c’è un controllo di queste riserve da 5 anni e la campagna della Bild punta ad una maggior trasparenza sull’oro teutonico.
Tenendo conto della crisi nella Zona Euro questa campagna non può essere considerata come inopportuna.
Lo stato tedesco detiene poco meno di 3400 tonnellate d’oro, secondo la Bundesbank, per un valore di circa 135 miliardi di euro secondo il cambio attuale.
In ogni modo ci si chiede se i dati in possesso sono affidabili.
Lo stato tedesco, come gli altri del continente, dovrebbero tener conto dell’avvertimento implicito nella vecchia Inghilterra.
Durante la Guerra Fredda, la minaccia d’una invasione sovietica nella Germania dell’Est era una ragione valida per difendere le riserve auree del paese spostandole all’estero.
Dopo, con la caduta del muro di Berlino e dell’Urss, l’oro è stato riportato a Francoforte, ma la Bundesbank continua a far credere che lo stoccaggio in Inghilterra ed a New York avevo un senso preciso, perchè sono i maggiori centri di stoccaggio e vendita d’oro e di lingotti ed era più facile liquidarli in caso di necessità.
Delle voci che circolano nella Corte dei Conti raccomando per un ritorno dell’oro in Germania.
Anche se Berlino non agirà probabilmente in tal direzione questo solleva i dubbi di Angela Merkel di seguire l’esempio di Charles de Gaulle nel richiedere la consegna da parte degli Usa.
Ci si domanda che risposta potrebbero ricevere i tedeschi.

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