I remember Gil

Non dimenticheremo mai quando .
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. Per ordine di scuderia nel Gran Premio d'Italia del 1979, Gilles Villeneuve, dovette effettuare tutta la gara dietro l'amico Jody Scheckter.
La sua T4 era più veloce, lui era più veloce.
ma in classifica era seondo a Scheckter, perchè nei gran premi precedenti Gil aveva sacrificato i punti della classifica per donarli come nella sua natura, allo spettacolo, e in primis al suo stesso piacere e divertimento nel guidare a quel modo; Il suo unico e naturale modo di guidare era quello.
dare sempre tutto fino all'estremo, rendendo felici milioni di spettatori, Ferraristi e non , e il Gran vecchio Enzo Ferrari.
Oggi, nel Gram Premio d'Italia corso a Monza, a parte la bellissima prestazione del pupillo di Schumacher, cresciuto nel suo allevamento kartistico, Sebastien Vette su una delle due Toro Rosso, in crescita ormai da tempo, e motorizzata Ferrari, che ha condotto la gara in modo eccezionale con la maestria di i un veterano, senza sbagliare alcunche, e la McLaren di Kovalainen, e la BMW di Kubica, al traguardo rispettivamente 1° -2° e 3°, a parte questo trio dicevo, comunque rappresentativo di tre delle Scuderie migliori in gara, i BIG -  in corsa per il Mondiale -  hanno navigato a vista (e vista la pioggia è il caso di dirlo), più di quanto gli spettatori si potessero aspettare.
Hamilton ha comunque animato la corsa effettuando sorpassi, con il piede ma soprattutto con il cuore, cosa che a Raikonen, (che per non destare dubbi in Scuderia è sempre stato molto lontano da Massa), non riesce mai ad efftuare un sorpasso col cuore, nemmeo se il cuore gli e lo metti li davanti, sul volante.
Ma sarà l'informatica unita all'elettronica, oppure sarà che ilvello delle vetture è molto vicino tra loro da anni ormai e che la professionalità dei Pioliti è per molti elevata ma pressochè pari, sarà quindi per quel che sarà, ma Gran Premi vissuti seduto sulla sponda della poltrona, al cardiopalmo in attesa di strepitosi sorpassi, non ne esitono più ! Ed io, abituato a vedere i GP, dai bordi della pista e a respirare dagli scarichi, e con le frequenze del dodici cilindri della Ferrai , di Gil e di Scheckter nel cervello, e all'odore di acre delle gomme lasciate sull'asfalto dopo le staccate al limite elle narici, io dicevo - non posso che rompermi le .
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.  - Le numerose telecamere installate lungo il circuito in aria o in terra, le interviste a volte ripetitive e speciose,  e l'assorbimento delle immagini fatta dagli sponsor, mi portano ad aprire la porta del frigorifero e [...]

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