I tesori dei boss dimenticati dallo Stato

(articolo di Alberto Custodero tratto da "La Repubblica" del 23/11/2007) SI PUO' perdere la lotta alla mafia anche per burocrazia, inefficienza, inadeguatezza della macchina dello Stato.
Succede da anni, e succede tutti i giorni, se si guarda ai patrimoni sequestrati ai boss mafiosi e mai entrati in possesso del Demanio.
Sentenze dello Stato disattese, da un lato, rendite e benefici lasciati in possesso dei clan, dall'altro.
Cioè soldi, finanziamenti e risorse di cui la mafia gode alla luce del sole.
Anzi, all'ombra della burocrazia.
A Pollena Trocchia, la cittadina in provincia di Napoli che Totò usava come metafora per definire un posto sperduto, una palazzina di 27 appartamenti è stata confiscata esattamente diciassette anni fa, nel novembre del 1990, al vecchio boss della camorra Giacomo Terracciano.
Ma in tutto questo tempo lo Stato non ha saputo diventarne proprietario.
E l'immobile, che vale cinque milioni e mezzo di euro, ha continuato a rendere ingenti profitti ai familiari del capoclan camorrista, che, come se niente fosse, affittano ancora oggi gli alloggi, facendosi beffa dell'Agenzia del Demanio - che li gestisce per conto dello Stato - e degli amministratori giudiziari.
A Bari, una palazzina in piazza San Pietro, nel cuore della città vecchia che s'affaccia sul porto, è stata sequestrata dieci anni fa e poi confiscata definitivamente nel 2000 ai Capriati, uno dei clan che con gli Strisciuglio e i Manzari si contende il controllo della città.
In quei 14 appartamenti, però, in questi sette anni hanno continuato a vivere i parenti del boss Sabino Capriati, cinquanta persone - fra loro donne e bambini alcuni dei quali estranei a attività illecite - alle quali ora il comune ha notificato un provvedimento di sgombero.
Termine ultimo dello sfratto, il 25 novembre.
Cioè dopodomani.
Ma il sindaco barese, Michele Emiliano, neo segretario regionale del partito Democratico - temendo il peggio nel fare uso della forza pubblica per convincere quegli inquilini scomodi ad andarsene - con un atto d'umanità potrebbe concedere una proroga fino a gennaio, per non buttare in mezzo alla strada i parenti del boss proprio sotto natale.
Tutto l'imbarazzo del primo cittadino barese, ex pm della Direzione distrettuale antimafia, è emerso quando, un paio di mesi fa, l'Agenzia del Demanio gli ha lasciato in eredità, forse troppo frettolosamente, quei beni confiscati, ma ancora occupati.
Allora, Emiliano si sentì in dovere di rivolgere "un pensiero particolare a quelle famiglie, invitandole a pensare che non è l'infamia della [...]

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