I vincitori della globalizzazione...

Nell'Economist di questa settimana, la consueta rubrica sull'Europa sarebbe una sana lettura per chi, in questo periodo, si dilettasse a giocare al risiko della campagna elettorale, a Roma come a Milano...
L'Economist ci ricorda che uno dei grossi vincitori della globalizzazione mondiale è l'Europa: sì, proporio l'Europa, quel vecchio continente i cui attuali occupanti non fanno che lamentarsi...
Importiamo prodotti a basso costo, l'inflazione è rallentata, i tassi di interesse sono relativamente bassi.
E nonostante gli allarmismi, la quota di esportazioni europee sul totale mondiale è cresciuta tra il 2000 e il 2006.
Sembra abbastanza per non lamentarsi, eppure non è così.  L'allarmismo senza se e senza ma contro la globalizzazione è tipico di chi, figlio della concertazione sindacale e del massiccio intervento della politica negli affari, non vede altro che una minaccia nella competizione e nel merito...
nel mercato, insomma. Da questa paura nascono i tanti proclami populisti contro la globalizzazione, che vedono i lavori industriali che vanno all'estero (nei paesi dove la manodopera costa meno) e fingono di non vedere i lavori legati ai servizi che si creano (e che portano più valore aggiunto).
Un esempio, tratto da una ricerca americana (ma discorsi analoghi valgono per l'Europa), può essere illuminante: quando un iPod è venduto negli States a 299$, solo 4$ restano in Cina, all'azienda che ha prodotto l'oggetto, mentre 160$ vanno all'azienda americana che disegna, trasporta e distribuisce l'iPod.
Domanda facile facile: ci dobbiamo preoccupare di far sì che in futuro continuino ad essere svolte in Europa le attività economiche da 160 dollari o quelle da 4? I politici "non dovrebbero nascondere agli elettori le buone notizie solo perché vanno contro il comune sentire popolare.
Sebbene molti europei sembrino non realizzarlo, la globalizzazione è un bene per loro e il protezionismo che alcuni invocano farebbe molto più bene che male.
Saranno mai i politici di oggi abbastanza franchi da dirlo loro?"...
Non so perché, ma mi sento pessimista...  mv matteo verda

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