I.C.I.

La situazione iniziale la leggete a questo indirizzo:Aumento dell’ICI per i laboratori artigiani Lunedì 31 marzo si è discussa in Consiglio Comunale la mozione presentata dalla giunta (PDL), che ha portato all' aumento dell' ICI sulle attività produttive.
La giunta si è difesa dicendo che Cantù non aveva mai apportato aumenti e che comunque non fà pagare ai propri cittadini aliquote IRPEF, al contrario di altri comuni citati dalle minoranze.
Peccato un piccolo particolare: a Cantù i valori catastali (su quelli si calcola l'ICI! ) sono il doppio a volte di quelli dei comuni prima citati, quindi tutto sommato, noi paghiamo comunque sempre molto di più.
L'accusa principale però, e che a messo in lite il capogruppo leghista col sindaco (anche essa leghista), l'ha portata il gruppo di Lavori in Corso, chiedendo spiegazioni su come potesse il PDL (e la lega in particolare) propagandare l'abbassamento delle tasse durante la campagna elettorale e nel frattempo aumentarle in loco; in pratica seminate bene ma razzolate male.
Vi lascio in lettura tre opinioniche sono girate nella newsletter interna alla mia lista civica, una mia, una di R: Meroni (i più vecchi tra gli amici hanno letto i suoi post in questo spazio) e una di Massimo Di Domenico, ex consigliere comunale di Lavori in Corso.
Buona lettura Giorgio.
ICI R.
Meroni.pdf ICI MASSIMO.pdf La mia opinione Contribuisco volentieri alla riflessione lanciata da Massimo sulla questione ICI, parto proprio dal presupposto che l'ICI sia una imposta ingiusta e senza logica di giustificazione.
Non sussiste assolutissimamente ragione di merito nel giustificarla essenziale per le casse comunali; sino alla fine degli anni 80 essa non esisteva, poi un bel giorno qualcuno (purtroppo non ricordo chi) si invento l' IMPOSTA STRAORDINARIA SUGLI IMMOBILI, che nasceva con lo status di "una tantum", per poi trasformarsi perennemente in ICI.
Fino ad allora le casse comunali ne avevano fatto a meno, poi la necessità sempre più alta di denaro, atto a mantenere quella che oggi chiamiamo casta, spinse i governi centrali a tagliare sempre più i fondi verso gli enti locali, l'ICI quindi venne recapitata in dono ai comuni affinchè non si lagnassero troppo e tutto potesse correre liscio.
L'ICI che già di per se è ingiusta (aggiungendosi agli altri numerosi balzelli posti sulle proprietà immobilari, oneri su costruzione e modifica, tasse di successione e vendita) sia sulla prima che sulle successive case, quando poi viene posta a carico anche delle attività produttive diventa ancora più [...]

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