II DOMENICA DI QUARESIMA

       La parola di Dio In quel tempo, Gesù prese con sé  Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli.
Si trasfigurò davanti a loro e le sue veste divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E aparve loro Elia con Mosé, che discorrevano con Gesù, prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: " Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia".
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce della nube: " Questi é il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!".
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro: Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio del'uomo fosse risuscitato dai morti.
Ed essi tennero per sè la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.                    Il  monte.  Gesù vi sale, portando "con sè"  tre discepoli.
E lì, in un momento di intima solitudine svela la sua Gloria, trasfigurandosi.
Gli amici vedono, prendono la parola, e capiscono! Comprendono l'identità del loro Maestro: Gesù è nello stesso tempo Figlio di Dio  e Servo sofferente.
Provano, per un momento, la gioia di poter vedere il volto di Dio e sentire la voce del Padre.
Ed esclamano, pieni di stupore: " è bello per noi stare qui".
Un sacro timore li invade, li avvolge, li coinvolge.
La luce serena  di Dio tocca  la vita dei discepoli.
E apre una ferita del cuore: che è la nostalgia continua del volto di Dio.
E della sua voce.
E l'amore che trasfigura tutto.
E i discepoli ora capiscono e si lasciano amare, riprendendo il loro cammino.  PREGHIERA O Dio, creatore del cielo e della terra, non basta stare sul monte a contemplare la bellezza del tuo volto, riflessa nell'armonia della natura.
Non basta nemmeno sapere che nel Cristo ti guardi e ritrovi l'immagine di te stesso.
Tu voi che saliamo i dificcile sentieri della vita insieme al tuo Figlio prediletto non tanto per vedere i suoi miracoli, ma per ascoltare la sua Parola giacchè Egli è la tua Parola fatta carne.
  Quando ti sei avvicinato ai padri della nostra fede ti sei presentato sempre con questa parola: "Ascolta".
Esattamente come una mamma che stringe la faccia del suo bambino tra le sue mani, profumate d'amore, e gli dice: "ascoltami e dammi retta".
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