II DOMENICA DI QUARESIMA ANNO C

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,28-36 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.
Ed ecco due uomini parlavano con Lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con Lui.
Mentre questi si separavano da Lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui.
Facciamo tre tende, una per Te, una per Mosè e una per Elia».
Egli non sapeva quel che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura.
E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo».
Appena la voce cessò, Gesù restò solo.
Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Corrispondenza nell’“Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta Volume 5 Capitolo 349 pagina 354 Chi mai fra gli uomini non ha visto, almeno per una volta, un’alba serena di marzo? Se quest’uno c’è, è un grande infelice, perché ignora una delle grazie più belle della natura risveglia­ta da primavera, tornata vergine, fanciulla, quale doveva esserlo nel primo giorno.
In questa grazia, che è pura in ogni suo aspetto e cosa -dalle erbe novelle e rugiadose ai fioretti che si dischiudono, co­me bimbi che nascono, al primo ridere della luce del giorno; agli uccelli che si destano con un frullo d’ali e dicono il primo cip? interrogativo, preludio a tutti i loro canori discorsi della giornata; all’odore stesso dell’aria che ha perduto nella notte, per il lavacro delle rugiade e l’assenza dell’uomo, ogni corruzio­ne di polvere, fumo e sentore di corpi umani- vanno Gesù, gli apostoli e i discepoli.
È con essi anche Simone d’Alfeo.
Vanno in direzione sud est, valicando i colli che fanno coro­na a Nazaret, superando un torrente, traversando una pianura stretta fra i colli nazareni e un gruppo di monti verso est.
Questi monti sono preceduti dal cono semitronco del Tabor che mi ricorda stranamente, nella sua vetta, la lucerna dei nostri ca­rabinieri vista di profilo.
Lo raggiungono.
Gesù si ferma e dice: «Pietro, Giovanni e Giacomo di Zebedeo vengano con Me sul monte.
Voi spargetevi alla sua base, dividendovi verso le strade che la costeggiano [...]

Leggi tutto l'articolo