III Domenica di Pasqua (C) Amare e voler bene

III Domenica di Pasqua
At 5,27-31.40-41; Sal 30 (29); Ap 5,11-14; Gv 21,1-19
Amare e voler bene
In Giovanni le azioni compiute da Simon Pietro dipendono dalla voce di altri. All'inizio del Vangelo fu il fratello Andrea a comunicargli: «Abbiamo trovato il Messia - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù» (Gv 1,41-42) che lo fissò e subito gli aggiunse il nome simbolo del suo futuro compito: «“Tu sei Simone, figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” che significa Pietro» (Gv 1, 42). La mattina della resurrezione l'annuncio della tomba vuota (ma non ancora del Risorto) gli fu portata da Maria Maddalena (Gv 20,2); dal canto suo, la prima esperienza di fede gli fu testimoniata dal discepolo che Gesù amava (Gv 20,8). Sul lago di Galilea è di nuovo il discepolo amato ad annunciare: «È il Signore» (Gv 21,7). La ripetizione della stessa dinamica secondo cui Simone più che annunciare riceve, a propria volta, l'annuncio è una specie di simbolo del fatto che chi detiene un ruolo preminente è ...

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