IL RE DEL BISCIONE

Un giorno il re del Biscione disse all'amato popol suo: " O popol, o popol mio, quando c'era la torta fu divisa in parti uguali, ora che non c'è più la torta non alcuno può più dire la torta a me e sol una fetta a te! Orbene...orbene che resterebbe pure or solo ad alcuno e pur ne perverrebbe adunque la volontà sola dell'istare e del permaner di fatto al seggile o a una sedia o ad una poltrona sì come di quel tomi tomi e dell'incollati? Noi no, noi invero del buon governo del fare, noi resteremo ancora or solo perché ritorni gran torta e torte e torte ritornino or quante come per prodigio o per gra imago in mirabilie quante tra tutte indicibil e tante perché l'innominato parlerà ancora e canterà di Pappagone il pappagallo e scapperà or sempre messere dottor l 'esimio skorbiatto D'albanova all'ufficio nazional de' brevetti, che solo chi ha da avere abbia, chi ha da mutare muti e chi da cambiare agli scambi cambi e scambi, chi pur in suo affanno ha da spartir di torte e tortin ne spartisca nel paesi dei muti ai senni e ai giusti sentimenti e di ragione e or di fede or solo vera e de' Balocchi!

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