IL 13 APRILE NASCE LA NUOVA SINISTRA

Tavola rotonda a Liberazione col candidato premier dell'Arcobaleno.
Discussione a tutto campo.
Il neocentrismo targato Pdl e Pd, i compiti della sinistra, il processo irreversibile di costruzione di un nuovo soggetto, la politica internazionale, il Tibet, la crisi della democrazia.
Bertinotti: «Nuova sinistra, processo irreversibile» Una campagna elettorale ingessata dal duopolio Pd-Pdl sui media, i compiti della Sinistra Arcobaleno nella società e nelle istituzioni, i rischi di neocentrismo e le "praterie" che in futuro potrebbero aprirsi a sinistra.
Più che ottimista, Fausto Bertinotti è «speranzoso».
In un forum di un'ora e mezza con la redazione di Liberazione, il candidato premier della Sinistra Arcobaleno confida i suoi timori per il voto di aprile e per la fase politica che si è aperta, riconosce la difficoltà della sfida, ma sembra disegnare scenari che solo per un periodo potrebbero portare vacche magre a sinistra.
Le convergenze programmatiche tra il Pd di Veltroni e il Pdl di Berlusconi non porteranno stabilità, scommette Bertinotti.
Tutt'altro: fa fede quanto sta succedendo in Germania, dove sotto un governo di Grande coalizione «sono ripartiti gli scioperi» e la Spd si guarda a sinistra, alla Die linke.
E anche in Francia, dove lo sforzo calmieratore del conflitto sociale portato avanti da Segolene Royal in campagna elettorale (perfetto stile Pd) si è specchiato nelle politiche di Sarkozy e ora la sinistra cresce alle amministrative.
Insomma, non tutto è perduto anche se al momento «la crisi della politica, che reca con sé anche la crisi di credibilità dei media, è pesante».
La Sinistra Arcobaleno, avviata in un cammino unitario «irreversibile», sottolinea più volte il candidato premier, viaggia «verso l'opposizione, pur non dismettendo l'analisi del rapporto tra società e governo».
Obiettivo: crescere.
«In campagna elettorale dobbiamo dare il senso dell'impresa di costruire una nuova sinistra.
Bisogna far sì che la sinistra non sia solo denuncia e protesta, è un pericolo che va contrastato».PIERO SANSONETTI: Ci fai una valutazione di questa campagna elettorale? Abbiamo speranze di uscirne vivi? BERTINOTTI: E' difficile farsi un'opinione sull'andamento della campagna elettorale e sul suo esito.
Tanto vale essere fiduciosi, ottimisti, speranzosi.
In questa campagna elettorale ci sono due piani che secondo me non interagiscono.
Il primo è il piano dell'inchiesta.
In campagna elettorale si moltiplicano le relazioni con il Paese, avviene un censimento dei bisogni e ne scaturisce anche [...]

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