IL CANE

E più nessuno da allora vide,più nessuno guardò fra le sue mani scorrere pagine ingiallite, immagini consunte rovinate dalle carezze lente delle sue dita.
più nessuno sentì il fruscio leggero delle stoffe sbiadite che spostava con gesti delicati e scuoteva nel vento.
più nessuno ascoltò la sua canzone,più nessuno la vide nella sera accendere le luci nelle stanze per non restare sola.Più nessuno da quando il tempo si è portato via il pastore tedesco che, in giardino, rispondeva correndo al suo richiamo.Orlando non c’è più: da quella casa se n’è andata anche l’ultima presenza.

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