IL CANE DI ISCHIA

Ischia era bella nello splendore di una giornata di sole veramente primaverile, anche se non essendo ancora nel pieno della stagione turistica, le strade ogni tanto somigliavano ad un cantiere, con gli operai che attintavano le facciate di alberghi e ristoranti, commercianti che si dedicavano al restauro e l’allestimento dei negozi.
Molti alberghi però funzionavano già a pieno ritmo e i ristorantini sul porto erano aperti.
Il sole faceva brillare l’acqua del mare e le spiagge deserte avevano un aspetto meraviglioso impossibile da apprezzare nell’affollato periodo balneare.
Avevamo fatto il giro dell’isola in autobus, avevo fatto conoscere alla mia amica quello stupendo gioiello che è S.
Angelo d’Ischia,il classico angolo di paradiso adagiato sul mare, con i negozietti di souvenirs e prodotti locali già aperti e funzionanti e aria di lavoro anche qui con i pescatori che riverniciavano le barche con quei colori vivaci che disseminavano macchie allegre per tutta la spiaggia .Al baretto una ottima crostata di arancia e una spremuta di agrumi misti ci avevano regalato una piccola sosta con vista panoramica, mentre eravamo in attesa dell’autobus.
Poco dopo, alla fermata mi guardavo intorno, osservando i pochi turisti, quasi tutti tedeschi che, rossi come peperoni per l’insolito sole di marzo, si guardavano intorno con aria ammirata e felice.
un cane bianco, non so bene di che razza, ci gironzolava intorno.
Dapprima ho pensato che appartenesse a qualcuno, poi ho visto che era solo, non proprio pulitissimo e chiaramente vagabondo.
ma non avrei mai immaginato quanto…L’autobus arrivò di lì a poco , la mia amica ed io salimmo guadagnammo a stento un posto, ed io rimasi in piedi, attaccata alla maniglia.
Dopo qualche fermata nei vari paesi che attraversavamo, mi voltai guardare la mia amica seduta e mi accorsi che a terra, in un angolino,era accucciato il cane.
Lina ed io sorridemmo e il viaggio proseguì costeggiando baie e spiagge bellissime, aranceti e limonaie.
Arrivate alla nostra stazione, che era quasi l’ultima fermata, scendemmo in molti.
scese anche il cane e si avviò con passo deciso verso un lato della piazza.
Lo seguii con lo sguardo, andava incontro ad una ragazza,scodinzolando per un po’ di feste, lei gli fece una carezza sulla testa, poi si avviarono entrambi verso un portone.
Realizzai così, con stupore, che il cane aveva fatto un viaggio consapevole, salendo ad una fermata e scendendo a quella giusta per tornare a casa.

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