IL CASTELLO DIMENTICATO

           IL CASTELLO DIMENTICATO Avevo sempre detestato i viaggi organizzati, a differenza di mio fratello Giuseppe.
Ma anche quest’anno non avevo potuto sottrarmi alla terza tortura che i miei genitori mi avevano inflitto.
Sì, perché tre anni prima eravamo andati a visitare i castelli della Loira, poi l’anno scorso siamo andati a vedere i castelli della Baviera e quest’anno la meta erano i castelli della Scozia.
Per dieci giorni mi sarei dovuta alzare alle sei del mattino, consumare colazioni veloci, fare e disfare i bagagli ogni due giorni e sorbirmi interminabili spiegazioni delle guide turistiche sull’origine e la storia dei vari castelli…e io odiavo i castelli! Barbosi, vecchi, polverosi inni del passato.
Invece i miei genitori, Maria, insegnante di Arte e Fabio, medico curante e anche mio fratello, più grande di me di tre anni, tutti e tre andavano matti per le antiche regge.
Davanti ad immensi saloni dell’ottocento, cinte murarie, ponti levatoi, oscure segrete, ascoltavano rapiti fatti e avvenimenti storici avvenuti nei luoghi che visitavamo, mentre io mi annoiavo a morte.
Per di più io non sopportavo ciò che era vecchio.
Avrei voluto vivere in una casa ultramoderna, mentre mio padre era fissato con i mobili antichi e nel nostro appartamento tutto era vetusto.
Ogni mobile era appartenuto ai bisnonni, ed ereditato dai miei genitori quando si erano sposati.
Più che una casa, dove vivevo sembrava un antico e polveroso museo.  Di nuovo c’era solo la televisione e gli elettrodomestici della cucina.
“Elena, impensabile che tu rimanga a casa da sola!- sbraitava sempre mia madre quando osavo proporre, alla vigilia della partenza, di non partecipare al viaggio organizzato- hai solo sedici anni.
E ti ho sempre detto che la famiglia si muove tutta insieme.
Soprattutto per le vacanze estive!” Brontolavo fra me e me, riponendo calze e pantaloni nel trolley, mentre mio padre rincalzava la dose:” Ha ragione la mamma.
Questi viaggi, oltre ad essere interessanti sono una buona occasione per fare qualcosa tutti insieme.
E se tu detesti i castelli e le cose antiche, non possiamo farci nulla.
Anche io odiavo la cipolla…e sapessi quanta ne ho dovuta mangiare quando tua nonna cucinava!” Esasperata,  collegavo le cuffie al cellulare per sentire il mio youtuber preferito e isolarmi da quel coro di proteste parentali che a volte, davvero esageravano.
La mia famiglia è sempre stata un po’ all’antica, e delle mie amiche, ero la sola che alla mia età, ancora non aveva il permesso di uscire da sola [...]

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