IL CONTE PECORAIO di Ippolito Nievo

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Valle di Tarcento   A tutte i Visitatori del Blog: anticipo qui il mio sentito ringraziamento per la loro gradita .
presenza che la pagina “Home” di volta in volta mi segnala.
Per scarsità di tempo a me disponibile, limiterò le mie risposte soltanto ai commenti che mi saranno inviati.
Cordiali saluti, e a tutti: “buona lettura”.
Sandro Ciapessoni … Seguito dei capitoli precedenti: CAPITOLO VII.
Maria, sostenuta dall’indignazione, aveva guadagnato di volo il sommo dell’altura; ché il dispregio, e direi quasi il ribrezzo, di colui che aveva accolto a quel modo le sue ultime preghiere, non le lasciava campo nel cuore al sentimento della propria sciagura.
Ma giunta là, tra le screpolature di quelle rovine, gli occhi le corsero involontari al sentiero di Monteaperto, e affigurando suo padre che per esso volgeva alla casa dei Romano, riebbe d’un colpo la pienezza dei suoi dolori.
Le s’intorbidò la vista, e così traballando mosse due passi, né sapeva dove; ma al terzo, inciampando in una prunaia, cadde boccone dietro di essa, e chiamando a nome suo padre finì con lo svenire affatto.
La povera fanciulla era certamente colpevole: ma non forse quanto parrebbe a primo aspetto.
Lasciata orfana dalla morte della madre, Santo andava qua e là sovente per i bisogni del suo mestiere, affidandola alle altre pigionali della casa; e figuratevi se a Roma della gente ce n’è d’ogni sorta! La fanciullina, dunque, da tal compagnia non aveva sempre avuto gli ottimi esempî; e per giunta quella dimora in una grande città, dove i discorsi quotidiani sono delle feste, dei diletti e delle pompe signorili, le aveva guastato l’anima di un tocco di vanagloria.
Né il ritorno del padre nel Friuli le era stato di gran giovamento; poiché quel sentirsi intorno da mattina a sera un coro di meraviglie e per l’infantile leggiadria, e per lo spirito svegliato, e per l’allegro umore, non doveva inchinarla per nulla alla quiete casereccia dei campagnoli; e se l’esser chiamata scherzosamente la ‘Contessina dei poveretti ’, non le aveva messo in corpo nessuna smodata alterigia, ciò nemmeno le rendeva accetta più che tanto la zappa o la rocca.
A viziarla peggiormente era sopravvenuta la malefica indulgenza della vecchia Maddalena col condiscendere a ogni suo grillo, col vezzeggiarla in ogni modo, col lasciarla troppo bazzicare al castello; e se Natale ben avveduto, scorgendola tornare dal pascolo con le agnelle smunte, o perdere le spighe nel [...]

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