IL DESTINO nel mio romanzo

Nella prima aletta del mio romanzo, fresco di stampa Cà di tocc - Storia di povera gente si parla appunto del destino.
Ecco il contenuto.
Il destino é argomento quotidiano.
Comunemente é concepito come una gabbia, entro la quale un essere umano si muove con un minimo dilibertà.
Minimo talmente ridotto che, assai prima di quanto immagini di poterlo in qualche modo espandere, un soggetto  non di rado si trova invece a cozzare contro ostacoli insormontabili o che comunque tali appaiono.
Sicché l'adagio latino "unusquisque suae fortunae faber est", che tradotto suona "ciascuno é artefice del proprio destino", a sua volta espandibile in "ciascuno é unico responsabile della costruzione del proprio percorso di vita", non sembra trovare riscontro alcuno nella realtà vissuta.
Questo é il caso di Cristina Scandiuzzi, protagonista del romanzo Cà di tocc - Storia di povera gente.
Cristina é una giovane operaia nata in una famiglia disastrata dalle devastanti conseguenze dell'ultima guerra, in un paese del Basso Mantovano.
Pur determinata a riscattarein ogni modo e con tutte le proprie forze membri ed ambiente familiari da povertà e miseria, il destino sembra volersi accanire su di lei con tale pervicacia da puntare a fiaccarne il morale.
Eppure la vita, prima o poi, trova sempre il modo di aprire un nuovo orizzonte.

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