IL DOVERE DI ROMPERE L'ASSEDIO ISLAMICO

Immaginate se un sa­cerdote diffondesse da un altoparlante is­sato sopra il campani­le della chiesa il seguente appello per invitare i fede­li a prendere parte alla messa: «Testimonio che nostro Signore Gesù Cri­sto è l’unico vero Dio! Te­stimonio che il suo Vica­rio, il Papa, Sommo Pon­tefice della Santa Roma­na Chiesa Cattolica Apo­stolica, è l’unico custode della vera fede! Unitevi al­la preghiera! Gesù Cristo è il nostro Signore! Non vi è altro Dio al di fuori di Ge­sù Cristo!».
Immaginate se duemi­la cristiani irrompessero nello spazio antistante la Grande moschea di Ro­ma o di Milano Segrate dopo aver forzato il posto di blocco delle forze del­l’ordine e ferito cinque agenti, si mettessero a re­citare il rosario con l’in­tenzione dichiarata di sal­vare le anime dei musul­mani in quanto eretici, in­tonassero degli inni che affermano l’assolutezza della verità in Cristo e des­sero alle fiamme delle bandiere islamiche con la mezzaluna.
Ebbene, io non ho al­cun dubbio.
Tutte le Pro­cure d’Italia interverreb­bero per aprire fascicoli su fascicoli denunciando l’arbitrio di un sacerdote che, oltre a violare la quie­te pubblica, diffonde dei contenuti fortemente le­sivi della libertà e della pluralità d’opinione san­cita dalla nostra Costitu­zione; così come eviden­zierebbero una serie di re­ati perpetrati dai manife­stanti cristiani, dall’as­sembramento e occupa­zione di spazio pubblico senza autorizzazione, ag­gressione alle forze del­l’ordine, incitamento al­l’odio razziale nei con­fronti dei musulmani, of­fesa a un simbolo religio­so.
Tutto ciò è effettiva­mente accaduto a parti in­verse, con i musulmani nel ruolo degli aggressori e noi italiani, al di là del nostro essere cristiani, credenti o praticanti, nei panni delle vittime.
Ma, come era prevedibile, co­sì come la Procura di Mila­no non intervenne quan­do il 3 gennaio 2009 gli islamici occuparono Piaz­za Duomo, almeno fino a questo momento la Pro­cura di Milano- che è così solerte ad intervenire quando vuole - non ha aperto nessun fascicolo per appurare il fatto de­nunciato da Il Giornale nella domenica di Pa­squa, 24 aprile, in un arti­colo dal titolo «Lo scanda­lo del minareto di Mila­no.
Per la prima volta il muezzin invita alla pre­ghiera di strada.
E nessu­no si indigna».
Piaccia o meno, dobbia­mo prendere atto che nel nostro stato di diritto ci sono due pesi e due misu­re a seconda se a violare la legge siamo noi o se so­no i musulmani.
I fatti stanno a indicare [...]

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