IL FASCISMO E LE LEGGI RAZZIALI ANTISEMITE

E’ estremamemte complicato affrontare, adesso e con il senno di poi, questo argomento.
La prima difficoltà è che qualsiasi legge di discriminazione ripugna al nostro animo ed alla nostra tradizione.
Mussolini stesso non fu mai veramente razzista, vedi la sua lunga relazione con l’ebrea Margherita Sarfatti, sua ammiratrice e biografa.
Nel 1944 in una intervista concessa a Spampanato, futuro direttore de “il Messaggero” di Roma, Mussolini disse: “Il manifesto della razza poteva evitarsi.
Si è trattato di una astruseria scientifica di alcuni docenti e giornalisti, un coscienzioso saggio tedesco tradotto in cattivo italiano.
Il mio razzismo è stato dal 1922 la sanità, la conservazione della razza (adesso si direbbe “protezione ed incentivazione alla maternita”), il suo miglioramento, la lotta antitubercolare, lo sport di massa, i bambini alle colonie.
Io ho sempre considerato il popolo italiano un mirabile prodotto di diverse fusioni etniche sulla base di una unitarietà geografica, economica e specialmente spirituale.” Per non parlare poi di Pavolini segretario del Partito Fascista Repubblicano con amante ebrea ed amico fraterno di famiglie ebraiche di Firenze.
Una seconda difficoltà è risolvere un dilemma: gli ebrei italiani sono cittadini italiani “accidentalmente” di religione ebraica oppure sono persone “accidentalmente” di passaporto italiano, ma che in realtà si riconoscono in un’altra nazione? Il 14 maggio 1988 il rabbino Giuseppe Momigliano scriveva su “Il Secolo XIX” una lettera dal titolo “Non c’è differenza tra Israele ed Ebrei” che confermerebbe che la prima lealtà ebraica va per lo stato d’Israele.
Già “Il Popolo d’Italia” in data 25 maggio 1937 poneva questo dilemma: o sentirsi e considerarsi ebrei ospiti in Italia o considerarsi italiani di religione ebraica.
Una terza difficoltà sono i numeri che interessano l’Italia.
Assodato che è un grave crimine l’uccisione anche di una sola persona per ragioni razziali od ideologiche, possiamo ricordare che: a) gli ebrei italiani deportati ed uccisi dai nazisti furono 6.885, b) gli italiani infoibati e massacrati dai titini furono quasi 20.000, c) i fascisti uccisi dopo il 25 aprile 1945 furono certamente più di 30.000.
Un’ultima difficoltà è la storia di Israele, vedi gli eccidi esaltati nel Vecchio Testamento e per cui mai si è chiesto perdono e, recentmente, le innumerevoli risoluzioni ONU non rispettate da Israele.
Comunque gli ebrei italiani parteciparono valorosamente al Risorgimento, alla Prima [...]

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