IL FENOMENO

Una sera di caldo africano, come si usa dire in questi giorni, nessuna voglia di cucinare,  alla ricerca di un angolino di mondo meno afoso e a portata di mano.
Mi ricordo di una accenno di mia cognata ad un locale molto carino ad una trentina di Km da casa e decido di cenare la.
Il vero piacere inizia già lungo il tragitto, quando la temperatura sul cruscotto si abbassa di tre gradi mano a mano che mi avvicino alla destinazione.
Il locale è una meraviglia, una cantina con soffitto a volte tutto di mattoni, bottiglie e vecchi arredi e una piacevolissima temperatura.
Pochi clienti, tre tavoli oltre al mio, silenzio quasi da convento durante il pasto dei monaci.
Sorseggio il mio calice di prosecco quando, all'improvviso, arriva lui....il fenomeno.
Si muove fluido e si lascia cadere sulla sedia con eleganza, accavalla le gambe fasciate dai pantaloni bianchi di lino e fa cenno al suo accompagnatore di accomodarsi.
Sembrano amici, ma mi rendo conto che l'uno ha un atteggiamento accondiscendente nei confronti dell'altro, ha lo sguardo del mentore che sta per regalare al suo pupillo qualche perla di Verità Assoluta.
E lo fa, incessantemente, generosamente, platealmente.
Parla al suo commensale, ma in modo che tutti possano beneficiare della sua saggezza.
Domande retoriche e si risponde al volo, sarebbe stato l'orgoglio di Marzullo dei tempi d'oro.
Spazia dai target da raggiungere, all'incapacità manageriale di un direttore commerciale, a Socrate, all'economia dei mercati internazionali, al socialismo reale.
Mi ricorda il commendator Zampetti, molto più milanese e davvero troppo teatrale per la città dove siamo.
Il fenomeno è uno di quelli che sarebbero in grado di trasformare i milioni in miliardi, di sedere tra capi di stato, di sedurre una donna con il suo enciclopedico sapere e di organizzare feste memorabili alla grande Gatsby.
Almeno fino a quando ha un pubblico che lo ascolta, poi deve rientrare dalla moglie addormentata e ricordarsi di portare fuori il pattume intanto che fa fare l'ultimo giretto-pipì a Billy, da solo tra le strade di questa città in attesa di tornare in ufficio la mattina dopo a fare il suo lavoro, uguale da vent'anni.
 

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