IL LAVORO DELLE DONNE E DEI MINORI

IL LAVORO DELLE DONNE E DEI MINORI Alla ratio della tutela del lavoratore quale contraente debole, va ricondotta la tutela differenziata prevista per le donne e per i lavoratori minori.
La tutela che riguarda questi prestatori di lavoro trova il suo presupposto nella situazione di inferiorità socio-economica che li accompagna oltre che a particolari situazioni nelle quali la donna può trovarsi (quali la gravidanza ad es.).
L’art.
37 della Costituzione è, nella materia che ci occupa, la norma fondamentale in quanto ha previsto, da una parte, una tutela appunto diversificata, dall’altra, ha riaffermato la parità di trattamento mirata a garantire ai minori ed alle donne una pari posizione rispetto ai lavoratori uomini adulti.
Proprio in applicazione del dettato Costituzionale venne emanata la L.
n.977 del 1967, la cui disciplina è stata poi adeguata agli indirizzi espressi in sede comunitaria con il D.L.gs.
n.345 del 1999.
Questa norma ha totalmente ridefinito l’assetto normativo, stabilendo ad esempio che l’età minima di ammissione al lavoro debba coincidere con quella in cui cessano gli obblighi scolastici.
Diamo inizio alla trattazione con l’esame della normativa a protezione dei minori e successivamente studieremo quella che ha per oggetto le donne.
Innanzitutto la normativa protettiva dei minori, si riferisce a giovani minori, appunto, degli anni 18 che hanno un contratto di lavoro anche speciale.
Il livello di protezione nei confronti di questi soggetti è diversamente pensato in relazione alla circostanza che si tratti di bambini o di adolescenti.
Bambini sono considerati i lavoratori che hanno meno di 15 anni d’età o che sono soggetti ancora all’obbligo scolastico.
Adolescenti sono invece i minori di età compresa fra i 15 ed i 18 anni compiuti, non più soggetti all’obbligo scolastico.
La disciplina de qua non trova invece applicazione nei confronti di adolescenti addetti a lavori occasionali o di breve durata concernenti servizi domestici prestati in ambito familiare o comunque, prestazioni non nocive e non pericolose rese in imprese a conduzione familiare.
Attualmente, quindi, l’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria, stabilendo che essa, comunque non può essere inferiore a quindici anni.
Ne consegue che è vietato adibire al lavoro bambini, salvo che in attività di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario.
Per la legittimità di tali rapporti di lavoro è necessario tuttavia un [...]

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