IL LUPO E L'AGNELLO IN BRASILE

Pare che Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile, abbia detto che l’Amazzonia è di proprietà del Brasile, il quale può farne ciò che vuole.
Può darsi che l’espressione, così brutale, sia una libera elaborazione di un giornalista malevolo (non ne mancano) ma giuridicamente essa sarebbe difendibile anche formulata così.
Nelle settimane scorse l’immensa Amazzonia è stata devastata, per larghe zone, da incendi che hanno distrutto molti chilometri quadrati di foresta.
Il mondo ha reagito con allarme.
Innanzi tutto ha attribuito la responsabilità, non si sa con quali prove, al Presidente del Brasile, probabilmente colpevole, come Trump, di essere antipatico; in secondo luogo ha reclamato una decisa azione contro il disastro perché l’Amazzonia è il “polmone verde” del mondo (in quanto immette una buona parte dell’ossigeno nell’atmosfera).
Tutti si sono sentiti personalmente minacciati da quella catastrofe ed hanno trattato quel grande Paese come un ragazzo discolo al quale si minacciano bacch...

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