IL MATRIMONIO DELLA MAGIA

IL MATRIMONIO DELLA MAGIA Il principe dei folletti, Thio, si era innamorato follemente della principessa degli elfi, Firla.
Si erano conosciuti “all’Evento Annuale della Presentazione dei Nuovi Membri Nobili dei Mondi Magici”.
Il principe Thio era rimasto abbagliato dalla principessa, appena presentata in società.
Firla era bellissima! Lunghi capelli biondi incorniciavano un viso nobile e delicato come le primule, e gli occhi viola erano profondi  ma pensierosi.
Le voci di palazzo descrivevano la principessa come un essere etereo, gentile e timido.
Firla amava leggere e dipingere.
Coltivava migliaia di rose intorno al castello reale e suonava il flauto e il pianoforte.
Era buona con i sudditi e comprensiva con chiunque…una creatura meravigliosa che abbagliava chi la osservava.
Aveva scelto il bianco e i brillanti per i suoi abiti, e il regno la guardava passeggiare fra i giardini del palazzo, avvolta da una nuvola candida e scintillante.
Ed è così che apparve all’evento dell’anno  a Thio che, da quel momento, non le staccò più gli occhi  di dosso.
Anche la principessa rimase colpita dal principe dei folletti e quella sera, nel salone da ballo del castello, fra il vortice delle danze e dei festeggiamenti, nacque il loro bruciante amore.
Entrambi si accorsero che la vita era vuota ed inutile senza l’altro.
Nessuno dei due poteva essere felice lontano dal compagno e così, dopo qualche settimana,   comunicarono la decisione di sposarsi alle loro famiglie reali e ai ministri dei regni.
Tale notizia fece scoppiare un putiferio.
Il mondo dei folletti e quello degli elfi era regolato da rigide e secolari regole che mai nessuno aveva infranto.
La segretezza dei loro mondi, la coordinazione dei venti, della neve,  delle piogge, la crescita dei fiori e degli alberi e soprattutto la purezza della loro specie erano norme assolute.
Ogni folletto ed ogni elfo aveva sangue puro nelle vene e quale principe poteva mai ereditare il regno se era frutto di due razze diverse? I genitori di Thio e di Firla decisero quindi di impedire ai giovani di incontrarsi, di parlare e comunicare per lettera.
Immaginate la rabbia e la disperazione dei due giovani.
Urlarono, piansero, imprecarono ma niente sembrava scalfire la decisione dei genitori.
I sovrani stupidamente pensavano che dividere i due innamorati rappresentasse un bene per loro.
Ma avevano decisamente sottovalutato l’amore dei due giovani che continuarono a ribellarsi e scappare dal castello reale per potersi incontrare.
Fu così che Firla fu rinchiusa nel maniero [...]

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