IL MESE DEL CAMBIAMENTO E' bastato poco perché la scena politica diventasse altro. Ma il vero lavoro comincia adesso.

Lo so, l’hanno già detto in tanti. Ma lo voglio dire anch’io: in quattro settimane è cambiato tutto.
Siamo passati dalla minaccia alla democrazia da parte di un bullo da spiaggia a torso nudo, col mojito in mano e le cubiste attorno, ad un Governo repubblicano, che forse non sarà il “dream team”, come dice Pierino-la-peste Renzi, ma è sicuramente un governo del quale non dovremo vergognarci (per sua gran parte almeno, e immaginate a chi sto pensando …).
Ora però vedremo quanto filo c’è da tessere e chi ne ha di più.
Le posizioni chiave sono in sicurezza, e per davvero, in mano a persone di indubbia qualità, agli Esteri, va be’, gli hanno giocato uno scherzo da prete e lui c’è cascato, c’è uno che dovrà imparare la differenza tra il Cile ed il Venezuela, ma gliela spiegherà l’amico Di Battista, che è uno che gira il mondo. E mentre che impara, la squadra dei nostri ottimi diplomatici stenderà più di un telo di protezione nelle cancellerie, per evitare catastrofiche cadute sul palco...

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