IL "MESTIERE" DEL PAPA CON TUTTI I SUOI OSPITI

Ma come si fa a trasformare in un "attacco a Roma" la ragionata e mite riflessione di Papa Benedetto sugli innegabili "mali" della città? Semplice, non lo si ascolta sul serio.
O, comunque, non si legge nella sua interezza ciò che ha effettivamente detto, facendo il suo "mestiere" di Papa, alle autorità amministrative della capitale, della provincia di Roma e della regione Lazio che ieri, come ogni anno, gli hanno reso visita in Vaticano.
Ci si concentra piuttosto sugli echi polemici che subito, e da più parti, sono stati alimentati ad arte.
Fumo, che finisce per nascondere la realtà.
E che svia l'attenzione.
Quell'attenzione che Benedetto XVI ha invece concentrato sulla normale vita di una città davvero speciale.
Sulle ordinarie e straordinarie esigenze delle concrete persone che in essa vivono: a scuola e in famiglia, per strada e in ospedale, in oratorio e nei luoghi dell'accoglienza ai poveri, nelle periferie più gravmente degradate ...
Parole e sottolineature che interoretano - con preoccupazione di pastore e affetto di padre - i turbamenti, i timori, le difficoltà e le attese delle donne e degli uomini di Roma.
Se un attacco si vuol proprio scorgere in tutto questo, si aprano con serenità gli occhi: e si vedrà che si tratta di un nuovo appassionato e lucido "attacco d'amore" del Papa per la città di cui è Vescovo.

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