IL MIO CAPITANO

Da sempre sei stato il mio capitano, colui che mi ha insegnato a solcare i mari, ad accarezzare e capire il vento come avrei fatto con una donna, a non temere il cielo con le sue tempeste improvvise.
Dalle difficoltà ne saremmo usciti ancor più forti e stimolati a raggiungere nuove mete,  conquistare leggendarie isole sconosciute nelle mappe, godere di quei meravigliosi tramonti che avrebbero arricchito ulteriormente i nostri viaggi.
E che dire delle notti stellate in mezzo agli oceani, capaci di illuminare il nostro veliero quasi a volerci indicare la rotta da seguire...
Con te ho gioito di queste e mille altre emozioni, lottato per andare avanti, apprezzato giorno dopo giorno il valore di quel bene inestimabile chiamato vita… ed infine ho pianto, come adesso.
Sì, quando decidesti di cedermi il posto, di scendere dalla tua nave per poterti finalmente riposare, affidando a me il compito di portare avanti il tuo insegnamento.
Da solo non avrei mai potuto farcela ma da allora, chiunque abbia rivisto in me anche solo una piccola parte del grande condottiero quale tu eri, ha scoperto che il vero tesoro del quale ogni pirata era alla ricerca, non si trovava racchiuso in un forziere nascosto in qualche isola sperduta ma dentro ognuno di noi… Questa sera lascerò che sia il tuo amico vento a spegnere le 40 candele che illumineranno il nostro galeone in mezzo al mare: sarà il mio modo per ricordarti e ringraziarti ancora una volta fratellino.

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