IL MIO NOME

Tre consonanti consecutive proprio nel suo corpo.
A dare una musicalità forte e dolce insieme.
A interrompere una sequenza di vocali che sarebbe troppo sdolcinata.
Dal greco, uomo virile, ma a sproposito usato anche per il gentil sesso, che se fossi in loro tanto lieta non sarei.
Che nel nome vi è sempre un destino e un passato, e riconoscersi in esso dona appartenenza ad un disegno.
Amo il mio nome, come tutti dovrebbero fare.
Amo il suo suono pronunciato da Lei e amo il concetto che sia associato ai miei sogni, alle mie paure e ai miei rancori.
E potrei scriverlo, scriverlo e ancora scriverlo, ma non lo farò per non rompere una magia.
Per non violentare il clima scaturito da una descrizione, un pensiero o una elegia.
Mi limito a contemplare e ringraziare.
Mi limito a sentirmi una cosa sola con lui.

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