IL MONDO CHE VERRA'

In merito alla situazione politica attuale e alle montagne di parole che ci vengono quotidianamente propinate da una stampa di livello fognario, mi chiedo se queste “pseudo analisi” sempre schiacciate sull'oggi possano essere minimamente utili per comprendere un fenomeno (che oggi riguarda i 5s, domani Tizio e domani l’altro Caio, sempre in un’ottica personalistica e poco durevole)  del quale noi vediamo la punta emergente ma che contiene un voluminoso corpo sotterraneo e che data perlomeno dalla c.d fine della "prima repubblica", ovvero dalla distruzione sistematica della partecipazione politica consapevole in strutture organizzate (e quindi di classe) e il dileggio di ogni "corpo intermedio" fino a creare una rappresentazione di un "popolo" di consumatori interclassista atto, appunto, solo a consumare nel felice mondo postmoderno del capitalismo assoluto.
  In questo lavorio pluridecennale, importanti gruppi di pressione "illuminati " (gruppo "L'espresso/Repubblica" in primis) collaterali a realtà industriali ma anche a elementi politici spiccatamente atlantici, hanno, certo non da soli, da almeno 25 anni,  collaborato per sostenere la fine dei partiti, promuovere il populismo (del quale ora si scandalizzano perché non corrisponde al loro strano populismo liberista) e hanno contribuito alla nascita di uno scenario politico tutto occupato da soggetti uguali, non alternativi tra di loro (eccetto sulle sovrastrutture: onestà, trasparenza etc...
come se l’onestà, la trasparenza, magari “l’amore” fossero e potessero essere valori politici) e tanto meno al sistema.  In questa situazione, quando la realtà vera (sgradevole, puzzolente e poco rispettosa) emerge appena dalla “narrazione fasulla”  rimangono I soliti richiami identitari del tutto svuotati, per non dire di peggio (non sono i valori in sé ad essere svuotati, sia chiaro,  ma la loro rappresentazione mediatica) alla “destra” e alla “sinistra”, al “fascismo” o all’“antifascismo”  con cui si dileggia il presunto avversario (in realtà specchio esatto l’uno dell’altro, solo, magari, vestito in maniera diversa, a volte neppure quello.) e nel contempo si cerca di rafforzare la propria parte (una parte che in realtà non esiste neppure sulle mappe virtuali).
Voglio dire, è troppo tardi.
Tutti questi soggetti sono in realtà comparse, ben pagate, di un potere che ormai è altrove e che fa volentieri a meno della politica (intesa come visione e creazione di realtà diverse e non come amministrazione dell’esistente [...]

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