IL MURO DI BERLINO E QUELLO DELLA "BOLOGNINA"

  Per molti Comunisti ricordare il 9/11/1989 significa rievocare una pesante sconfitta, probabilmente il passo più importante verso il tramonto di una grande ideologia.
Infatti, negli anni successivi al 1989 l’Europa sembrava lanciata ad alta velocità verso lo sviluppo economico trainato dal capitalismo e si pensava che tutto il mondo potesse progressivamente trovare posto e sicurezza sotto l’ombrello della NATO.
Il modello socio-economico dell’occidente sembrava poter reggere al passaggio da un mondo governato dal primato della politica, delle relazioni internazionali ad un nuovo equilibrio mondiale regolato dal mercato e sorvegliato dall’unica grande superpotenza rimasta in piedi e cioè gli Stati Uniti d’America.
Queste previsioni si sono però rivelate in gran parte sbagliate, ed è stata proprio la fine del mondo in 2 blocchi a determinare rapporti di forza economici e geo-politici diversi da quelli che tutti si immaginavano.
E’vero: la globalizzazione ha invaso tutto il mondo, ma è proprio grazie ad essa che sono emerse sullo scenario internazionale nuove potenze economiche e militari, regimi autoritari fondati sul radicalismo religioso che prima erano condizionati dalle dinamiche della guerra fredda e successivamente sono andati a confrontarsi ed a scontrarsi con la realtà occidentale.
Il terrorismo ha potuto lanciare il proprio guanto di sfida agli Stati Uniti l’11 Settembre 2001, c’è stato l’inasprimento del conflitto israelo-palestinese, sono maturate sempre di più le aspirazioni nucleari di nazioni come l’Iran e la Nord Corea, l’economia della Cina e di altri paesi emergenti sono decollate, l’immigrazione delle popolazioni africane e dell’Est-Europa verso l’occidente è cresciuta in maniera esponenziale e sono aumentate le disparità sociali tra Nord e Sud del Mondo: tutto questo si è verificato dopo la caduta del muro di Berlino e la fine del mondo in due blocchi.
Possiamo quindi affermare che, nel biennio 2008 – 2009, con la crisi dell’economia capitalista e del neoliberismo, abbiamo visto cadere un’altro muro: quello immaginario che separava gli sconfitti dai vincitori della guerra fredda.
In questi 20 anni il mondo è certamente cambiato, ma se guardiamo all’ Europa notiamo che il nostro continente non ha assorbito completamente il modello di società e di economia liberale che avrebbe dovuto affermarsi dopo il 1989.
Il distacco tra America ed Europa avrebbe potuto essere ancora più consistente se gli stati del Vecchio Continente, dopo aver varato l’Euro [...]

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