IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU': FINZIONE O REALTA'

23.9.12 La moglie di Gesù: finzione o realtà?     Come possiamo affermare con certezza che Gesù non era sposato? E anche se lo fosse stato, cambierebbe qualcosa? La recente scoperta di un antico frammento in lingua copta, il cosiddetto “Vangelo della moglie di Gesù”, riaccende la discussione.
Più fra gli appassionati di misteri che fra gli storici, a dire il vero...
    Ma, in fin dei conti, si chiederà ingenuamente qualcuno, cosa cambia se Gesù era sposato o meno? Questo aspetto è davvero così importante? In verità, in una prospettiva di fede, non c’è aspetto della vita di Gesù che possa considerarsi insignificante, visto che in Cristo, più che in altri,  le scelte di vita sono intimamente legate al suo insegnamento.
 La stessa consacrazione religiosa (che comporta, tra gli altri, il voto di castità) ha senso solo in relazione alla scelta del celibato “per il Regno di Dio” fatta da Gesù.
    di Bartolo Salone   In questi giorni sta facendo parlare molto di sé l’annuncio della scoperta, fatta dalla professoressa Karen Leigh King (docente di Divinità all’Università di Harvard), di un frammento di papiro del IV secolo d.
C.
in cui compare per la prima volta un riferimento esplicito alla moglie di Gesù.
L’esistenza del frammento (un papiro di 4 centimetri per 8, scritto in copto sahidico, antico dialetto del sud dell’Egitto) è stata resa pubblica durante il Congresso Internazionale degli studi copti tenutosi a Roma il 18 settembre 2012.
In tutto si tratta di poche frasi, per di più lacunose, di cui risulta davvero difficile ricostruire il significato complessivo.
Nella parte posteriore sono visibili solo cinque parole (“mia madre”, “tre”, “merita che”), che, secondo l’interpretazione datane dalla studiosa, potrebbero significare: “Mia madre mi ha dato la vita” e “lo merita”.
Ben più interessante il lato anteriore, in cui si legge: “Gesù disse loro: Mia moglie…” e poco dopo “sarà capace di essere mia discepola”.
Il frammento è stato esaminato anche da due papirologi, Roger Bagnall (dell’Università di New York) e Anne Marie Luijendijk (docente di religione a Princeton), e infine da Ariel Shisha-Halevy (dell’Università di Gerusalemme), uno dei pochi studiosi al mondo ad avere perfetta conoscenza della lingua copta, i quali hanno concluso per la probabile autenticità del testo, benché risulti evidente all’occhio che, laddove si parla della moglie di Gesù, l’inchiostro sia stranamente più marcato.
Il testo, come anticipato, è del IV [...]

Leggi tutto l'articolo