IL PETULANTE VI DICE: DUCATI DESMOSEDICI, HO SERI DUBBI CHE...

Qualche volta mi è capito di pensare alle più belle moto da corsa prodotte negli ultimi 20 anni.
Le Case hanno spesso usato come limite la propria fantasia per creare mezzi in grado di togliere via 1 secondo sul giro rispetto ai rivali.
Ducati è forse la casa più attiva da questo punto di vista, sfruttando il regolamento superbike che permetteva (e permette) di omologare piccole serie di moto con caratteristiche estreme, ha deliziato i palati più fini ed esigenti con la 916 e la 748 per poi proseguire con 999, 749 e 1098.
Sigle come SP, SPS e lettere come R sono sinonimo di sportività elegante ed estrema.
Ma quando parliamo di Ducati Desmosedici tutti questi concetti vengono a crollare.
La Desmosedici sembra una bella donna truccata che si guarda alla specchio e vede una persona diversa, più brutta.
Se la 1098R è una vera moto da corsa capace di vincere ben tre titoli mondiali STK 1000, la Desmosedici cosa sarebbe? Non è una MotoGP.
Non deriva neppure da una MotoGP.
E' semplicemente una moto che scimmiotta la Desmosedici da GP con artifizi coreografici (vedi lo scarico ben poco silenziato e la cascata di ingranaggi alla distribuzione).
E' un bel falso d' autore.
Esiste Picasso (la Desmosedici da GP) ed esistono le copie di Picasso su carta riciclata (la Desmosedici RR).
Il prezzo di 60.000 euro è dovuto più al nome che porta che non ai concetti tecnici espressi.
Voi comprereste un nome? Attenzione Ducati non è l' unica casa che scambiato lucciole per lanterne: la Honda con la NR 750 Oval Piston rischiò la faccia e la reputazione.
La NR doveva rappresentare il "passo evolutivo" dei motori da corsa: 4 pistoni ovali, 32 valvole, 8 bielle, telaio in alluminio e uno spaventoso prezzo di 90 milioni di lire per averne una nel 1992 (!).
Perchè allora oggi non abbiamo i pistoni ovali? Semplicemente perchè la Kawasaki ZXR750RR andava più forte e costava 16 milioni di lire.
Punto.

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