IL PRIMATTORE ENTRA AL TERZO ATTO

I giornali hanno una caratteristica inevitabile, parlano del futuro. Ed è normale: perché la gente il passato crede di conoscerlo. Vuole invece sapere ciò che accade oggi, magari fino a poco fa (e a questo serve la televisione). E poi desidera anche che gli venga spiegato che conseguenze potranno avere gli eventi. Così il giornale risulta fatto di cronaca e vaticinio.
Purtroppo, da tempo l’Italia si sente quasi senza giornali. Da un lato sembra che non ci siano fatti ma soltanto parole, dall’altro non si ha idea di che cosa avverrà. E se tutto è possibile, a che serve prevedere un giorno una cosa, e un giorno un’altra cosa?
E non è soltanto da un paio di mesi che viviamo in questo modo. Dal momento del referendum del 4 dicembre 2016, abbiamo avuto per un anno il governo Gentiloni. Qualcosa come un segnaposto. Non si sapeva se sarebbe tornato Renzi o se sarebbe avvenuto qualcosa di nuovo. Ed è questa seconda ipotesi che si è rivelata giusta: infatti, neanche le elezioni del 4 marzo, ch...

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