IL REGNO DELLE PIETRE

            IL REGNO DELLE PIETRE L’imperatore Diamante e la regina Ametista governavano il regno delle pietre dell’universo con saggezza e bontà.
I  sudditi, pietre preziose e comuni sassi obbedivano ai loro voleri senza ribellarsi e sulla terra avevano imparato a convivere con l’uomo.
Ogni tanto qualche straniero arrivava sul pianeta tramite meteoriti, per omaggiare i sovrani che vivevano in un castello costruito con  acquemarine e smeraldi.
Le torri era fatte da rubini e le finestre e le porte realizzate da enormi e luccicanti zaffiri.
Sulla terra i massi rotolavano solo se avevano il permesso di muoversi, ciottoli e ghiaie contemplavano la fredda luna e il cocente sole senza iniziative personali.
Il fondo degli oceani raccoglieva nelle sue mani l’acqua preziosa che carezzava le rocce, levigandole e la polvere viaggiava insieme ad altri pulviscoli, leggera e aggraziata.
Ma dalla notte dei tempi, questo regno così ben governato aveva un bel problema…Diamante doveva placare la rabbia di un tipo di pietra che aveva sempre da ridire.
Infatti la lava si ribellava sempre ai suoi ordini e non voleva diventare dura come le altre pietre.
Solo l’intervento dell’imperatore la costringeva ad assumere forma solida.  Gli scoppi d’ira di queste pietre liquide tormentavano la terra, e fuoriuscivano dai budelli del pianeta, gridando e fumando, rosse di rabbia e nervosismo.
I vulcani esplodevano spesso e l’imperatore Diamante doveva intervenire subito per fermare i fiumi bollenti  che rotolavano giù, implacabili e spietati.
Gli uomini non ne potevano più di questi problemi con la lava, così tentarono perfino di sigillare un vulcano, il Vesuvio, per impedire che la lava fuoriuscisse.
Risultato: il vulcano esplose distruggendo le città vicine.
La lava era comandata da un principe prepotente e dispettoso, lontano cugino di Diamante e da sempre innamorato della regina Ametista.
Millenni prima, aveva offerto alla sovrana la sua proposta di matrimonio, ma Ametista voleva sposare Diamante e rifiutò l’intenzione della lava.
Così il principe sfogava la sua rabbia, ribollendo ed eruttando la tristezza e la disperazione attraverso i vulcani, suoi fidati amici.
  Ametista sapeva che, in qualche maniera, il principe della lava soffriva per amore e così  gli propose un accordo.
Per non lasciarlo solo, alcuni nobili e dignitari di corte, pietre preziosissime, avrebbero abitato nei coni dei vulcani per fargli compagnia e rallegrarlo.
E così da quel giorno la lava, quando fuoriusciva, salutava i rubini e gli [...]

Leggi tutto l'articolo