IL REGNO DI BUSCALADRONI

      Il Regno di Buscaladroni era il rifugio più sicuro per coloro che scappavano o erano cacciati dal nostro mondo: fannulloni, ladri, politici disonesti, burocrati che per vivere esercitavano i mestieri più strani e sebbene contassero quanto il re di picche sembravano felici e contenti.
Fra questi emergeva l'ex Sindaco di Roma Stracciamilioni, fuggito perché i bimbi non avevano più restituito i martelli distribuiti dal Comune con lo scopo di fracassare le macchine che avevano sommerso la città.
Si guadagnava di vivere sbucciando di giorno noccioline e di notte contando le stelle, ma non era del tutto tranquillo perché in attesa di estradizione: i proprietari delle automobili, genitori dei bimbi che le avevano distrutte, lo volevano a portata di mano per dargli una sonora lezione.
Anche l'Assessore ai Trasporti Acchiappamosconi, scappato per lo stesso motivo del Sindaco, viveva a Buscaladroni.
Era impiegato in un parco dove spiegava la Divina Commedia ai pinguini.
Sburocratick, invece, cacciato a furor di popolo per aver scambiato un certificato di nascita con un biglietto del cinema, imparava a memoria le pratiche inevase del suo ufficio che poi ripeteva ad alcuni volontari, pagati per ascoltarlo.
L'Assessore ai giardini Fogliasecca aveva incautamente fatto tagliare alcuni alberi di pino scambiati per pali telefonici.
Per evitare il linciaggio da parte della gente inferocita era riuscito ad oltrepassare la frontiera da clandestino.
perciò era in galera in attesa di giudizio.
Fortunatamente in cella ritrovò un vecchio amico, il signor Carta Bollata, anch'egli clandestino, scappato per non aver timbrato un certificato attestante che il figlio di tale Rossi era solito fare la pipì tre volte al giorno.
Carta Bollata, però, aveva una speranza: le autorità avevano promesso di cavarlo di galera se fosse riuscito a risolvere le sei facce del cubo magico [1].
Il Tris-Generale Attenti-Riposo aveva un compito veramente importante: con una pistola ad acqua inseguiva le lucertole che gli capitavano a tiro.
Era fuggito perché aveva scatenato una guerra non contro le zanzare ma contro altri uomini.
Il Dis-Onorevole Tre-Cristiani non faceva niente, ma percepiva lo stesso lo stipendio.
Era scappato per aver promesso, durante la campagna elettorale, la costruzione di un campo sportivo polivalente facendo realizzare, invece, sull'area un supermercato.
Tra gli ultimi arrivati c'era il signor Lei-Non-Sa-Chi-Sono-Io che aveva rischiato molto per aver confuso un arciprete con un colonnello.
Era stato assunto da una cooperativa [...]

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