IL RIMBOSCHIMENTO A LIVELLO GLOBALE STA PROCEDENDO POSITIVAMENTE

     Sembra una notizia in contro-tendenza rispetto al catastrofismo che serpeggia nei mass-media, ma dai dati risultati dalla rilevazione satellitare, nel bilancio globale del patrimonio forestale, nonostante la tragedia umana ed ambientale vissuta dall’Australia, dove sono morte numerose persone e dove migliaia e migliaia di ettari di foresta è andata in fumo e nonostante che le foreste soprattutto in Congo e nel Borneo stanno vivendo una vera e propria devastazione, dovuta alla enorme richiesta di legname del mercato internazionale, sopperita da un taglio sistematico, disordinato ed indiscriminato, appunto il bilancio è positivo  ed ammonta a 350.000 Kmq di foresta  primaria che è in fase di riformazione.
     Ma esaminiamo i motivi profondi che hanno portato a questa variazione positiva riguardante il patrimonio boschivo del nostro pianeta.
     Analizzando in particolar modo le foreste site nelle aree tropicali, che sono poi le più sensibili alle variazioni sia positive che negative dovute all’antropizzazione.
Si nota come esse rappresentano il 30% della produzione di ossigeno mondiale.
     Qui il rimboschimento, o sarebbe meglio dire, la riformazione della foresta originaria è dovuta soprattutto al fenomeno antropico che consiste, nell’abbandono da parte dei contadini delle aree agricole, verso le città.
Questo movimento fa si che enormi superfici vengono lasciate a loro stesse, per cui la foresta non ci mette molto a riprendere ciò che era suo.
Quindi in queste nazioni, più che una vera e propria esistenza di piani di manutenzione e protezione ambientale proposte o applicate dai governi, siamo in presenza di un riappropriamento massiccio da parte della foresta, di aree strappategli nel corso degli anni dall’azione negativa dell’uomo.
     Se passiamo ad analizzare il rimboschimento nelle aree industrializzate del pianeta si nota che qui, siamo di fronte invece a piani di salvaguardia ambientale e di sfruttamento delle risorse forestali pianificati, che permettono alle foreste di rifiatare dopo anni di preoccupante indietreggiamento, dovute all’azione degli incandi, all’abusivismo, all’agricolutra non organizzata.
     Un esempio positivo fra tutti, di questa situazione sono le nazioni scandinave (Finlandia, Svezia e Norvegia).
Nazioni che riescono non solo a sopperire alla domanda di legname proveniente dal mercato interno, ma a sostenere anche la domanda estera di questa materia prima.
Grazie ad un’oculata politica  di taglio pianificato e rispettoso [...]

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