IL RITORNO DEGLI DEI TRA REALTA' E FANTASIA

Vent'anni dopo il fortunatissimo IMPRONTE DEGLI DEI, Graham Hancock ha dato alle stampe IL RITORNO DEGLI DEI, che dovrebbe essere il naturale epilogo del saggio pubblicato nel 1995 in cui lo scrittore ipotizzava l'esistenza in un remoto passato di una civiltà tecnologicamente progredita, molto probabilmente appartenente alla mitica Atlantide, scomparsa a seguito di catastrofici cataclismi determinati dall'inversione dei poli celesti, cui corrisponderebbe l'equivalente spostamento dei poli terrestri circa ogni 13.500 anni, conseguente conseguenza della precessione degli equinozi.
Secondo Hancock questa civiltà avrebbe lasciato molte tracce della propria esistenza sotto forma di monumentali strutture in pietra tra cui la Sfinge e le piramidi egiziane, i templi delle civiltà precolombiane e quelli in Indocina.
Oltre a una serie di altre strutture in pietra di cui tuttora si ignora l'origine e la funzione quali il sito di Stonehenge in Inghilterra e le mastodontiche statue dell'Isola di Pasqua.
In “Impronte degli Dei” Hancock giunse a ipotizzare che Atlantide non si sarebbe inabissata nell'omonimo oceano ma che, proprio in virtù dello spostamento dell'asse terrestre con conseguente variazione dei poli, e dunque spostamento della calotta terrestre, essa in realtà sarebbe ciò che oggi noi conosciamo come il continente di ghiaccio, l'Antartide.
A sostegno di questa teoria l'autore citava l'opera de coniugi canadesi Rand e Rose Flem-Ath – LA FINE DI ATLANTIDE, edizioni Piemme.
Secondo Hancock gli abitanti di Atlantide, attraverso le proprie opere megalitiche, avrebbero lasciato non solo la conferma del livello tecnologico raggiunto, ma anche un preciso monito ai posteri allo scopo di allertarli sul ripetersi periodico dell'evento che ne determinò la fine, evento che si verificherebbe ogni 13 mila anni causando morte e distruzione sulla terra.
In “Il Ritorno degli Dei” l'autore, avvalendosi delle scoperte archeologiche avvenute negli anni successivi alla pubblicazione del suo precedente bestseller, uno su tutti il sito archeologico di Gobekli Teple in Turchia, e prendendo in esame le “ferite” prodotte dall'erosione dell'acqua nelle Channelede Scablands nella regione di Washington nel nord America che risalirebbero a non meno di 13000 anni fa, epoca in cui avvenne l'ultimo repentino raffreddamento della terra chiamato dagli scienziati Dryas recente, l'autore si schiera con la corrente catastrofista la quale sostiene che le erosioni presenti nel terreno e nelle alture di quel canyon sarebbero conseguenza della [...]

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