IL RUBICONE DI SALVINI

Salvini, con un colpo di mano, e senza l’accordo di Forza Italia, ha proposto la forzista Anna Maria Bernini per la carica di Presidente del Senato. Il senso ufficiale della mossa di Salvini è quello di rimuovere l’ostacolo formale del nome di Paolo Romani, indigesto al M5s, proponendo, generosamente e altruisticamente, una candidata non della Lega, ma di Forza Italia. Se il M5s non fosse disposto a votare questa candidata, se ne dedurrebbe che non vuole concludere un accordo col centrodestra, nemmeno per le presidenze delle Camere, al di là delle obiezioni per la persona di Romani.
Il senso è in realtà tutt’altro. Innanzi tutto, proponendo il nome della Bernini, Salvini non è affatto generoso per l’ottima ragione che il voto della Lega per un candidato di Forza Italia è stato contrattato e compensato con la designazione di Salvini come leader del centrodestra, anche in occasione delle prossime consultazioni del Presidente della Repubblica.
In secondo luogo, l’eventuale votazione a fa...

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