IL SUFISMO E LA PRESENZA SUFI IN ITALIA

Questa espressione è impiegata per rendere nelle lingue occidentali il termine arabo Tasawwuf, parola che serve a designare la mistica islamica o, più esattamente, la realtà esoterica, più profonda e interiore della religione fondata sul Corano e predicata dal profeta Muhammad.
Essa è stata anticamente definita come la "scienza dell'interiore" (‘ilm al-bâtin) e la "scienza della realtà essenziale" (‘ilm al-haqîqa).
Il termine Tasawwufderiva dalla parola Sûfî, che fa la sua prima comparsa nel II secolo dell'Egira a Kufa, quale soprannome dato a un asceta, e la si fa comunemente derivare dall'uso di questi primi asceti di indossare abiti di lana (in arabo sûf).
Una tale derivazione, tuttavia, per quanto corretta linguisticamente, è di ordine esteriore e gli stessi sufi hanno proposto anche altre motivazioni, come quella che la vede associata alla parolasafâ' - "purezza" - o a suffa, con riferimento agli Ahl al-suffa, la "Gente della veranda", alcuni compagni del Profeta che vivevano da asceti in un'area della moschea di Medina, dediti esclusivamente alla scienza sacra, agli atti di culto e al "ricordo di Dio" (dhikr).
La prima di queste ultime due derivazioni ha in vista la natura essenziale del sufismo, poiché esso consiste in una Via (tarîq), o "procedimento" (sulûk) per pervenire alla "Prossimità del Principio divino", e per ottenere questo scopo il "viandante" (sâlik) si sbarazza progressivamente di "tutto ciò che è altro che Dio" (kullu mâ siwâ 'Llâh).
È questa la "purezza" interiore del sufi, che Junayd al-Baghdâdî (†910) definirà come "colui che Dio fa morire a se stesso e vivere in Lui".
Quanto alla seconda derivazione, essa ha in vista la fonte storica e allude al primo esempio di "sufismo" ante litteram in seno alla comunità del Profeta, quando era ancora una realtà senza nome.
Se l'origine dell'espressione rimane oggetto di discussione, tutti i maestri del sufismo sono invece concordi nel fare risalire l'origine della loro Via al Libro di Dio (il Corano) e agli insegnamenti e alla pratica del Profeta (la sunna), fonti primarie di ogni insegnamento islamico tradizionale.
Non v'è autentico sufismo senza un'autentica adesione all'Islam: la Legge religiosa ne è l'aspetto esteriore (al-qishr, la "scorza"), il sufismo quello interiore (al-lubb, il "nocciolo").
Il sufismo inizia secondo i suoi maestri con i ritiri d'isolamento, digiuno e preghiera del Profeta nella grotta Hirâ' nei pressi della Mecca, dove egli riceve la prima rivelazione del Corano.
Sempre nel Profeta esso [...]

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