IL VECCHIO FICO

LE PATATE MIRACOLOSE  
una miniera di piccole curiosità, 
lo coccolava, lo zappettava, 
toglieva le erbacce con regolarità 
e soprattutto nelle calde giornate d’estate 
“careggiava” (come diceva  lei) l’acqua 
con due secchi grossi uno a destra e l’altro 
a sinistra percorrendo il piccolo sentiero 
che conduceva al fiume.
L’orto era un piccolo appezzamento di terreno 
lungo una decina di metri e largo poco più 
di sei completamente recintato 
con pezzature di rete varia sostenute da 
paletti di acacia piantati  a distanze irregolari.
La funzione della rete non era quella 
che si potrebbe credere: proteggere le verdure 
dalle galline che razzolavano felici 
nel restante terreno che circondava l’orto,
ma tenere lontani gli animali a “due gambe” 
che avrebbero potuto creare problemi ben più seri.
Una piccola “sportella” o cancello 
per chi non conosce il termine, dava accesso 
al rettangolo regno della Rosa, appena entrati 
c’erano sulla sinistra i cespugli delle 
erbe aromatiche, rosmari...

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