ILARIA CAPUA E GLI ALTRI: MA PERCHE' TUTTI "SALGONO" IN POLITICA?

Non si direbbe che la politica faccia poi così schifo, visto l'affollamento di noti esponenti della società civile nelle liste elettorali dei vari partiti.
L'ultima arrivata, in Veneto nella lista Monti, è la virologa Ilaria Capua, ma l'elenco di giornalisti, magistrati, imprenditori, sindacalisti attirati dalle sirene dei partiti non è mai stato così nutrito; e deve ancora scendere compiutamente in campo Berlusconi, con l'inevitabile scia di calciatori e starlette strappati ai campi e ai palcoscenici per andare a "nobilitare" il palcoscenico della politica.Due domande: cosa spinge un giornalista famoso (Mucchetti, Mineo, Sechi), un magistrato importante (Ingroia o Grasso), un imprenditore di grande peso (Bombassei), uno sportivo (la Vezzali, forse Maldini) a lasciare il proprio prestigioso palcoscenico per diventare un peone in Parlamento? Seconda domanda, ben più sostanziale: riusciranno a fare, nel loro nuovo impegno, di più e meglio per il paese di quello che smettono di fare?LA MOLLA DELL'AMBIZIONE, MA ANCHE BENEFIT ANCORA NOTEVOLIAlla prima domanda la risposta è, tendenzialmente, abbastanza semplice: i diretti interessati vi diranno che lo fanno per servire il paese, ma in realtà in genere uno lascia il lavoro che fa perchè ne è stufo, oppure per ambizione o per interesse.
Tutte motivazioni legittime, sia chiaro, purchè siano chiare prima di tutto ai protagonisti, e purchè non interferiscano troppo con quela che dovrebbe essere la motivazione nobile che tutti accampano, cioè - APPUNTO - contribuire al bene comune.Va detto che la politica - nonostante qualche sfrondatura a cui è stata costretta e il discredito di cui è circondata - assolve ancora egregiamente alle aspettative materiali e individuali che abbiamo elencato: è una botta di vita per chi è stufo dei suo solito tran tran professionale, assicura ai vip una visibilità ancora maggiore, e in genere compensa (in potere concreto sicuramente, quando non anche in solido) alle rinunce economiche che qualcuno di loro deve accollarsi per scendere in campo.
Non a caso anche coloro che hanno tratto dall'esperienza politica bilanci deludenti si sono ben guardati dal dimettersi e lasciare anzitempo lo scranno parlamentare con i cospicui emolumenti e benefit che esso garantisce (si citi per uttti l'on.
pluri-transfuga Massimo Calearo).
E anzi, la maggior parte delle volte sono lì pronti a sollecitare a destra e a manca un secondo mandato (Santo Versace)."OFELE' FA EL TO MESTIE'"La seconda domanda richiederebbe valutazioni articolate, caso per caso, e [...]

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