IMMANUEL WALLERSTEIN,La socialdemocrazia ha un futuro?

La socialdemocrazia ha un futuro? Data di pubblicazione: 13.10.2010 Autore: Wallerstein, Immanuel    Interrogativi sulla sinistra europea oggi: ciò che ne resta, ciò che può durare.
il manifesto, 12 ottobre 2010 Il mese scorso due eventi cruciali hanno segnato il mondo dei partiti socialdemocratici.
In Svezia il 19 settembre quel partito ha subito una forte sconfitta elettorale, ottenendo il 30,9% dei voti, il risultato peggiore dal 1914.
Dal 1932, aveva governato il paese per l'80% del tempo ed è la prima volta da allora che un partito di centrodestra è stato riconfermato alle elezioni.
E per di più, per la prima volta è entrato nel parlamento svedese un partito di estrema destra, contrario all'immigrazione.
Perché la cosa è tanto drammatica? Nel 1936, Marquis Childs scrisse un libro famoso dal titolo Sweden: The Middle Way.
Childs presentava la Svezia sotto il regime socialdemocratico come la virtuosa terza via tra i due estremi rappresentati dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica.
In Svezia la redistribuzione egualitaria si combinava con scelte democratiche nella politica interna.
Ed è stata, a partire dagli anni Trenta, il prototipo della socialdemocrazia, la sua bandiera.
E così è stato fino a relativamente poco tempo fa.
Ma questo non è più vero.
Intanto in Gran Bretagna, il 25 settembre, Ed Miliband è arrivato da una posizione di minoranza ad assumere la direzione del partito laburista.
Sotto Tony Blair i laburisti avevano avviato una riforma radicale del partito: «The new Labour».
Blair aveva a sua volta sostenuto che il partito avrebbe dovuto imboccare una terza via - non tra capitalismo e comunismo, ma tra quello che un tempo si definiva il programma socialdemocratico di nazionalizzazione dei settori chiave dell'economia e il dominio incontrollato del mercato.
Una via di mezzo ben diversa da quella imboccata dalla Svezia a partire dagli anni Trenta.
La scelta dei laburisti, che hanno preferito Ed Milliband al fratello maggiore David, sodale di Tony Blair, è stata interpretata in Gran Bretagna e altrove come un ripudio di Blair e un ritorno ad un partito laburista più "socialdemocratico" (più svedese?).
Ma nella prima conferenza tenuta al convegno dei Labour qualche giorno dopo, Ed Milliband si è sbracciato a ribadire la sua posizione "centrista".
Ha però comunque condito le sue affermazioni con allusioni all'importanza della «giustizia» e della «solidarietà».
E ha dichiarato: «Dobbiamo liberarci dai vecchi schemi di pensiero e schierarci con coloro che credono che nella vita ci [...]

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