IN CLINICA

IL GALATEO DELL'AMMALATO L'ammalato eviti, per quanto è possibile, di affliggere il personale oi visitatori con i l racconto dettagliato della propria malattia; non si commuova su se stesso; non parli di testamento, se deve farsi togliere l'appendice; non dica ai figli : « Chissà se vedrai ancora il tuo papà », alla vigilia di una tonsillectomia.
Naturalmente tratterà le infermiere con i l massimo rispetto, con gentilezza e pazienza, ricordando che i degenti sono tanti e le infermiere poche.
Le chiami i l meno possibile, chieda ogni cosa per favore.
Così la minestra insipida, l'infermiera che non accorre al primo suono di campanello, i lamenti del vicino ammalato non dovranno mai divenire causa di collera, di litigio o d i spiacevolezze.
Se una protesta va fatta, sia fatta con cortesia.
Nulla vieta al malato di servirsi dell'apparecchio radio, I pod, ma dovrà tenere le cuffie alle orecchi o il volume sempre molto basso per non disturbare gli altri ospiti.
Non si faranno, in camera se con altri pazienti, telefonate molto lunghe né molto frequenti.
È gentile, prima di andar via, lasciare le riviste e i fiori (se questi sono ancora freschi) : si pregherà l'infermiera o l’inserviente di metterli nella zona comune dei  malati.
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E QUELLO DEL VISITATORE Prima di recarsi a far visita a un ammalato, bisogna informarsi presso i familiari se la visita sarà gradita e opportuna.
In ogni caso, è bene avvisare in tempo gli interessati e informarsi dell'ora più adatta: sarebbe una mancanza di riguardo arrivare proprio mentre il malato sta riposando o mangiando, o quando è l'ora della medicazione.
L'ammalato non porgerà mai la mano per primo, né bacerà i visitatori.
Questi eviteranno di chiedere particolari della malattia, se egli non ne parla spontaneamente; faranno di tutto per non stancarlo: non parleranno a voce alta, non si appoggeranno al letto, non toccheranno argomenti spiacevoli o troppo emozionanti; non faranno dello spirito a buon mercato («va là, va là, che tu ci seppellisci tutti»); la visita sarà comunque breve.
In genere alle ammalate si portano dei fiori , ma bisogna evitare quelli troppo profumati, come le tuberose o le gardenie, perché il profumo potrebbe disturbare.
È gentile portare i fiori già  sistemati in  un portafiori, perché non sempre le cliniche hanno portafiori disponibili .Un regalo quasi sempre gradito agli ammalati, purché siano in grado di leggere, è costituito da libri e riviste: ma bisogna saperli scegliere secondo il gusto loro, e non solo secondo il nostro.
Col [...]

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