IN RICORDO DI GIAMPAOLO BRAGA, VALENTE TECNICO DELLA SANITA': ORA LO LODANO COLORO CHE LO HANNO MESSO DA PARTE. ALLA FACCIA DEL MERITO E DELL'INDIPENDENZA

  Anche se in ritardo vorrei ricordare Giampaolo Braga, già direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Padova, scomparso nei giorni scorsi.
E vorrei ricordarlo con una nota polemica e una testimonianza personale.
Braga era una persona di enorme competenza e di grande dedizione alla sanità pubblica, eppure al termine della sua esperienza nell'azienda ospedaliera padovana, nel 2002, fu messo bellamente da parte dalla politica (all'epoca in primis Giancarlo Galan ma non solo), che come sempre (e in qualsiasi contesto, aggiungo) preferisce gli yes man, i tecnici targati e allineati, alle persone di maggior valore ma con il terribile vizio dell'indipendenza di giudizio e della libertà d'azione.
Ma in questo modo la società perde l'apporto dei migliori, e scoraggia i giovani ad impegnarsi e a pensare con la propria testa.
Non lamentiamoci poi se il paese perde posizioni su posizioni a livello internazionale e i servizi peggiorano.
Vorrei che coloro che in questi giorni hanno avuto parole di apprezzamento commentando la scomparsa di Braga, si vergognassero nel profondo e facessero mea culpa per averlo messo prematuramente da parte.
La testimonianza: quando una decina di anni fa ho fondato la rivista di relazioni interculturali Cittadini dappertutto, con l'appoggio di Nuovo Villaggio e di una decina di associazioni attive nell'immigrazione, Braga ha percepito il valore dell'idea (non spetta a me valutare i risultati), l'ha condivisa e ci ha appoggiato sottoscrivendo un numero consistente di abbonamenti, da diffondere tra gli operatori e nei reparti ospedalieri più esposti alla questione.
Per questa scelta ha subito anche attacchi politici, in particolare dalla Lega, nella fattispecie l'allora parlamentare e attuale segretario regionale Gian Paolo Gobbo.
Ahimè, essere indipendenti e lungimiranti in Italia non paga.
 

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