INNO AGLI DEI

Voglio cantare un inno agli dei..in questa notte in cui si raccoglie il grano seminato..in questa notte di passaggio dalla luce estiva al buio dell’autunno…in questa notte magica in cui si muore e si risorge alla vita.
“ Fate che prima di chiudere gli occhi io possa riconoscermi divina nei suoi occhi” gridavo in quell’isola a Venere tra le onde e le rocce…”Non vi chiedo l’eternità concessa solo agli dei, vi chiedo l’attimo divino”.
Mi esaudiste…e Eros scese per me dall’Olimpo.
Così svanì la mia saggezza, così svanì il mio amore per l’universo, in un unico abbraccio si dissolse la ragione, il discernimento.
Il cuore mi era stato restituito, il cuore che mi ero strappata con le mani sulla via della consapevolezza, quel cuore tanto disprezzato, invadente e umano, troppo umano, batteva ancora il ritmo primordiale della vita…batteva la mia parte animale, batteva il sangue, batteva la terra, batteva la carne..Amore..follia dei saggi!! E pezzo, a pezzo ho dovuto restituirlo al cielo, a morsi l’ho strappato dal petto..ancora una volta…l’ho disperso in ogni angolo dell’universo, è stretto in ogni mano che si è tesa, batte al ritmo dei loro battiti..
Prendete! E’ l’ultimo brandello stanotte..
Non potevo permettere ad un dio fatto uomo di fermare il fiume che scorre..quello di un amore più grande, un amore che non chiede ma dona…

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