INTERNET, approfondimenti sulle recenti asserzioni di Umberto Eco.

Devo manifestare tutta la mia soddisfazione per la considerevole partecipazione al dibattito suscitato dal precedente post, pubblicato il 24 Giugno 2015.
Dai commenti pervenuti ho tratto molti spunti per dare seguito al dibattito attraverso considerazioni apparentemente ovvie ma, in realtà, rispecchianti la presenza partecipativa di ognuno a Internet.
Il dibattito scaturirà, fluente, e prenderà corpo, amplificandosi all’inverosimile, esaminando le asserzioni del Professor Eco, a partire dalla più corposa da egli pronunciata: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”.
Ritenendo che in questo contesto sociale il web è un vero e proprio “dramma” perché promuove “lo scemo del villaggio a detentore della verità”.
E’ del tutto evidente che l’aspetto critico è rivolto all’uso dello strumento che provoca effetti sociali in rapporto alla causa.
Occorre quindi chiedersi se ognuno di noi, accedendo a Internet, ne fa buon uso.
Ponendosi questa domanda ci sarà sicuramente qualcuno, o tanti, che potranno dire, innanzitutto a se stessi, che il problema sviluppato riguarda esclusivamente un dichiarato scopo da perseguire.
Sia esso condivisibile o meno.
La negazione del discernimento, come in tutte gli eventi della vita, non proporrà mai la distinzione tra il bene e il male e, a mio parere, non ha senso far parte di un apparato sociale, naturalmente predisposto a volgere lo sguardo verso il bene, il bello, l’interessante, il condivisibile che arricchisce.
Fatta questa necessaria premessa, ribadisco le ragioni che mi vedono piacevolmente impegnato su Internet.
Sono uscito dall'ambito lavorativo attivo da oltre tre anni, dando l'addio all'impiego di funzionario dell’area amministrativa preposta ad “Acquisti e Gestione di Beni e Servizi”, ricoperto nella PA - Comparto Sanità, per oltre 40 anni.
La mio attività lavorativa si è accompagnata all'impegno politico, sindacale e sociale ricoprendo varie cariche elettive.
L'attività a cui mi sono dedicato durante gli anni, ha lasciato il posto alla curiosità culturale ed alla voglia di apprendere, di approfondire temi inesplorati.
E così, all’impronta dell’onestà intellettuale, con umiltà, passione e, soprattutto, con costanza ho aggiunto al mio curriculum la creazione di un blog.
All’inizio, suscitando lo stupore di molti amici, era frequente la domanda: “Per quale ragione mettersi in discussione creando un blog?” Semplicemente per il desiderio di conoscere, di esplorare campi nuovi, di stare a contatto con gli altri, con la [...]

Leggi tutto l'articolo