IO E SORRENTINO

Sono sempre stata consapevole di avere grossi limiti, tra questi quello che concerne l'interpretazione delle facce; tuttavia, quantunque certa del pressappochismo insito nel selezionare le persone sulla base dei connotati, lasciare che si avvicinino a me o allontanarle senza neppure il beneficio del dubbio resta un meccanismo da cui non riesco a prescindere.
La mia idiosincrasia riguarda esseri reali e fittizi, questi ultimi appartenenti perlopiù al mondo dello spettacolo; ma nel giro di un mese ho dovuto ricredermi per ben due volte su Paolo Sorrentino al quale contesto non tanto la faccia nel suo insieme quanto lo sguardo e la bocca nell'atto di proferir parola, giacché i suoni da essa prodotti sono per me di indicibile sgradevolezza.
Ricordo che quando vidi Sorrentino alla cerimonia degli Oscar, e poi ospite di Fabio Fazio, non seppi reprimere un moto di insofferenza e mai, mi dissi, avrei visto La grande bellezza; e invece, sebbene per puro caso, ho prima letto e apprezzato un suo libro (Hanno tutti ragione) e poi trovato di raffinata bellezza il film.
Non è poco per chi come me trascina la vita appuntando il disappunto.
  "Gli uomini si dividono in due categorie..."   "Io sono una donna con le palle..."  

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