IO PADRONE TU SERVO (MA NON PER SEMPRE)

Con buona pace di chi ritiene certe questioni del tutto marginali o addirittura assodate, non è forse vero che i rapporti asimmetrici sono la regola? e se non proprio la regola, non sono comunque prevalenti sui rapporti in cui a dominare è l'armonia? Pensiamo alle dinamiche genitore-figlio, moglie-marito, capitalista-operaio: spesso e volentieri da una parte c'è il succube, dall'altra il prevaricatore.
Ma la buona notizia è che i ruoli sono intercambiabili.
Ce lo insegna la storia e ce lo insegna la letteratura.
Vedi alla voce Tolstoj.Vasilij è un padrone avido.
Gestisce un emporio.
Ha un servo, Nikita, a cui dà un salario che è la metà di quanto gli dovrebbe, ma Nikita non si lamenta, anzi, lavora con dedizione.
Un giorno i due intraprendono un viaggio su una slitta trainata da un cavallo; sorpresi da una bufera di neve, il padrone abbandona il servo al suo destino e cerca la salvezza allontanandosi in groppa al cavallo.
Ma dopo un lungo giro, il cavallo riporta Vasilij nel posto in cui aveva lasciato Nikita e, realizzando che non possono salvarsi in due, il padrone fa sdraiare il servo sulla pancia e si distende su di lui.
Il calore del suo corpo salverà il servo dall'assideramento.Tolstoj rende così gli ultimi pensieri di Vasiliij prima della morte:"E si rammenta che Nikita è lì disteso sotto di lui e che si è scaldato ed è vivo, e gli sembra di essere lui Nikita e che Nikita sia lui.
[...] E si ricorda dei soldi, della bottega, della casa, degli acquisti, delle vendite; fa fatica a capire perché quest'uomo che chiamano Vasilij Brechunòv si occupasse di tutte le cose di cui si occupava.
Be', è perché non sapeva qual era il punto, pensa di Vasilij Brechunòv.
Non lo sapeva così come io lo so adesso.
E adesso non mi sbaglio.
Adesso so.
E sente di essere libero e non c'è più nulla che lo trattiene".Schema rovesciato.
Sipario.

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