ISTITUZIONE POLI ORTICOLO, FRUTTICOLO E VITIVINICOLO

La Regione del Veneto vuole “iniettare” innovazione nei suoi principali e più pregiati segmenti produttivi agricoli, promuovendo la creazione di Poli integrati, dove costruire una stretta interazione tra il mondo della ricerca, dell’impresa e della pubblica amministrazione.
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – è di favorire, attraverso le necessarie sinergie, una maggior efficienza del sistema e di ogni sua componente, anche attraverso un programma di coordinamento delle attività relative alla ricerca, alla didattica, alla gestione dei processi produttivi e di trasformazione, nonché alla formazione e informazione del mondo ‘vitivinicolo e dei distillati’ e ‘ortofrutticolo del fresco e del trasformato’”.Per arrivare al risultato, la Giunta ha oggi deciso di istituire un Gruppo di lavoro tecnico che, nel giro di sei mesi, elabori la proposta operativa per la costituzione, la gestione e il funzionamento dei Poli veneti di innovazione per i due settori orticolo, frutticolo e vitivinicolo.
Il polo ortofrutticolo avrebbe la sua sede ideale nella provincia di Verona, mentre quello vitivinicolo potrebbe collocarsi nel trevigiano.“Ortofrutticolo e vitivinicolo – ha ricordato Manzato – sono al primo posto a livello regionale per le produzioni di eccellente qualità e, in generale, rappresentano le prime due voci dell’export agroalimentare italiano.
In particolare, la produzione ortofrutticola, per un totale di 10,5 milioni di quintali, rappresenta il 20 per cento della produzione agricola veneta, incide per 35,7% sull’export dell’agroalimentare regionale, comprende 12 prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) e 3 a denominazione di origine protetta (DOP), interessa circa 58.600 ettari di terreno agricolo.
La produzione vitivinicola vale il 12 per cento del totale regionale, è la prima in Italia per quantità e per export (circa il 30 per cento del totale nazionale, ma anche una analoga percentuale dell’export agroalimentare regionale), comprende 28 DOC, 14 vini DOCG e 10 IGT”.“Questi due poli – ha concluso Manzato – rappresenteranno altri due elementi innovativi della rivoluzione in atto nell’agricoltura veneta, avviata con il riordino di Avepa con l’istituzione dello Sportello Unico e la chiusura degli Ispettorati e che passa anche per la riforma di Veneto Agricoltura e del sistema dei Parchi regionali, allo scopo di dare efficienza al sistema e ridurre le spese operative per trasferirle sugli investimenti”.

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