IT'S NOW OR NEVER

Metto momentaneamente da parte la grande passione per l'automobilismo - complice la pausa prima del ritorno in Europa - per affrontare un tema di preminente rilevanza e attualità.
Domenica a Lunedì prossimi saremo chiamati ad esprimere il nostro voto su cosa vogliamo sia il nostro Paese.
Badate bene che oramai la situazione del sistema-Paese è talmente grave da non aver più rilevanza la contrapposizione ideologica o addirittura personale.
Va messo da parte il tempo del "Votate noi perchè siamo contro gli Altri".
Dobbiamo votare per cosa ci auguriamo per il nostro Paese, vedete recentemente il "The Economist" (a scanso di ogni appartenenza politica cito questa fonte autorevole) ha indicato che nel 2015, qualora il sistema di sviluppo italiano - diciamo pure il Sistema-Italia - non dovesse avere un'inversione di rotta il potere d'acquisto sarebbe equiparabile a quello attuale in Romania.
E' evidente che la sfiducia nella classe governante è alta e si tocca tra la gente, i problemi ai quali far fronte sono chiaramente altri e più immediati, così si pensa che l'interesse verso la politica non sia cosa preminente: niente di più sbagliato.
Sebbene sia difficile nutrire speranza verso soggetti che hanno devastato il paese, va anche riconosciuta e premiata la scelta di chi vuole invertire la tendenza, provarci almeno.
Ascoltare ancora oggi delle contrapposizioni ideologiche, della magistratura tout-court politicizzata, dei comunisti mangia-bambini, francamente mi ha stancato.
Lo slogan personale che mutuo da un recente film per descrivere quello di cui ha bisogno la politica italiana è "Non è un Paese per vecchi".
Servono idee, idee positive e coraggiose.
Serve un periodo in cui la politica decida, senza mediazioni con alleati, senza manette e ricatti da alleati di coalizione assieme solo perchè comuni nemici del candidato avverso.
Quello che Domenica e Lunedì con il voto può nascere è la risalita della politica verso la fase decisionale, il tempo è stato sperperato, le cose da fare sono molte, i bilanci sono - sebbene con enormi sacrifici di noi tutti - in parte in lieve miglioramento: se non si cambia marcia adesso, se non si lavora per riformare (termine alquanto abusato in 14 anni e mai effettivamente compreso forse anche da chi lo issava a vessillo delle proprie idee) questo Paese è destinato al baratro, personalmente le porte che si potrebbero aprire sarebbero quelle dell'Estero perchè, qualora a breve non si attuasse un cambiamento di tendenza e si continuasse sui binari degli ultimi 14 anni, beh auguri a [...]

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