ITALIA-FRANCIA, LA LEZIONE DI DE GASPERI.Il primo ministro italiano rappresentava un paese sconfitto che aveva fatto la guerra dalla parte sbagliata. Ma ottenne tutto.

Tempo di tensioni con i cugini francesi. Inevitabili?
Forse no. Proviamo a fare un salto indietro nel tempo, alle ore 16 del 10 agosto 1946, conferenza di pace di Parigi. Alcide De Gasperi, primo ministro italiano, rappresenta il nostro paese, di fronte a lui i 21 paesi vincitori del conflitto. Ecco l’inizio, memorabile, del suo discorso: “Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: è soprattutto la mia qualifica di ex nemico che mi fa considerare come imputato, l’essere arrivato qui dopo che i più influenti di voi hanno già formulato le loro conclusioni. Non corro io il rischio di apparire come uno spirito angusto e perturbatore, che si fa portavoce di egoismi nazionali e di interessi unilaterali? Ho il dovere, innanzi alla coscienza del mio Paese e per difendere la vitalità del mio popolo, di parlare come italiano”.
E poi, abilmente, rivolta la frittata: ma io sono qui a rappresentare l’Italia antifascista,...

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