ITALIA, MALTA E LIBIA: PROSSIMO CONTENZIOSO INTERNAZIONALE PER TRIVELLARE IL MEDITERRANEO?

ITALIA, MALTA E LIBIA: PROSSIMO CONTENZIOSO INTERNAZIONALE PER TRIVELLARE IL MEDITERRANEO?   di Peppe Croce   Italia, Malta e Libia in cerca dell'ultimo posto al sole rimasto da trivellare nel Mar Mediterraneo.
Negli ultimi mesi è ripartita la corsa al petrolio e al gas naturale da estrarre offshore nel Canale di Sicilia, di fronte le coste siciliane e maltesi.
E questa corsa potrebbe portare a un contenzioso internazionale dal sapore ottocentesco.
Il 27 dicembre 2012 il già dimissionario ministro italiano per lo Sviluppo Economico Corrado Passera firma un decreto ministeriale con il quale allarga a dismisura la piattaforma continentale italiana creando da zero la “Zona marina C – Settore sud”.
Un'area marina enorme, grande quanto due terzi della Sicilia, che si sovrappone ad alcune aree già rivendicate da Malta.
L'isola dei Cavalieri, infatti, già a dicembre 2007 aveva stretto un accordo di production sharing con Heritage Oil plc, società indipendente con sede fiscale a Londra guidata dal sessantunenne Tony Buckingham.
Un uomo che, per ammissione della stessa Heritage, prima di darsi al petrolio era in Executive Outcomes e poi in Sandlines International, entrambe compagnie militari private che hanno fatto affari con i governi di Angola e Sierra Leone.
Per il secondo hanno anche violato l'embargo sulla vendita di armi imposto dalle Nazioni Unite (fonte: The Guardian).
Ma, tiene a precisare l'azienda, dal 2000 Buckingham non ha più alcun rapporto con i suoi ex colleghi d'armi.
Le aree concesse da Malta a Heritage Oil sono la 2 e la 7 e, adesso, fanno parte anche della nuova zona marina italiana.
Ma non solo: nell'area 2 ricade anche il “Medina Bank 1”, un pozzo petrolifero trivellato nel 1980 dall'americana Texaco dopo aver ricevuto l'autorizzazione dal governo maltese.
Texaco non riuscì a trovare idrocarburi, ma scatenò lo stesso una controversia internazionale tra Malta e Libia che non è ancora ufficialmente chiusa.
Ai primi di dicembre 2012 l'allora primo ministro maltese, Lawrence Gonzi, si è recato in visita a Tripoli per discutere con l'omonimo libico Ali Zeidan delle zone marine contese: la 2 e la 7.
Come riporta il Malta Independent non c'è stato alcun accordo perché, dopo la caduta di Gheddafi, Malta ha sequestrato tutti i beni e i conti bancari che il colonnello aveva nell'isola e non ha intenzione di restituirli.
Precedentemente, nel 2008, la Libia aveva intimato con lettera formale a Heritage Oil di non dare inizio ad alcuna attività nelle aree contese.
E ora arrivano anche gli italiani [...]

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